Miracolo di San Biagio - 1851 - olio su tela cm. 185x160 - Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista - Albegno (BG)

Miracolo di San Biagio - 1851 - olio su tela cm. 185x160 - Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista - Albegno (BG)

San Rocco e gli appestati - 1851 - olio su tela cm. 185x160 - Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista - Albegno (BG)

San Rocco e gli appestati - 1851 - olio su tela cm. 185x160 - Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista - Albegno (BG)

Bozzetto per il Miracolo di San Biagio - 1851 - collezione privata

Bozzetto per il Miracolo di San Biagio - 1851 - collezione privata

Il lavoro a Milano lo tiene impegnato molto, ma oramai è un pittore importante e le commissioni si susseguono spedite. Realizza per Albegno due importanti dipinti che ricordano il romanticismo dell'Hayez. "Riesce a imprimere all'arte sacra una sua caratterizzazione di ben costrutto e fervido rilievo, che consiste nell'umanizzare la pietà dei santi e nel santificare la condizione degli umili", scrive Valsecchi nel suo libro.
Da Milano continua a fornire libri rari al cugino don Paolo Federici e prova anche a vendergli dell'oro: "Quell'anello con diversi brillantini Fiamminghi mi fu stimato da diversi orefici dalle 100 alle 120 svanziche (moneta austriaca in uso durante il regno di Ferdinando I)". Oltre ai libri, procura anche vestiti, calzature, manzo e mostarda, zucchero che "costa 14 soldi e mezzo la liretta ed il caffè 21". Manda anche abiti per le nipoti che erano in convento a Lovere.
Ad agosto del 1851 si reca a Verona per due ritratti all'ingegner Silvestri, la cui zia gli commissionerà in seguito gli affreschi per la parrocchiale di Sovere. A Verona si ferma otto giorni, ma "dovetti pagare questa consolazione [di essere a Verona] con tre giorni di infiammazione agli occhi per cui invece di veder le bellezze di Verona dovetti stare come gli uccelli in muda allo scuro perché al veder la luce del giorno sentiva come trapassarmi il cervello da uno stile." E' l'anno del viaggiare. Si reca a Parma dove ammira il Correggio, e a Venezia riesce a vendere l'anello con i brillantini a 20 franchi. Tra i vari viaggi, a Pisogne conclude l'accordo per il quadro di S. Giuseppe alla somma di 1200 lire austriache.
A Passirano, mentre don Felini è intento a raccogliere fondi per pagare l'orologiaio Boldini, dal Commissario Distrettuale sovente viene il sollecito per raccolte fondi e richieste di messe come quella del 13 agosto 1850 nell'anniversario della nascita di Francesco Giuseppe I "nostro augustissimo sovrano" e viene imposto l'obbligo di celebrare una messa solenne con inno gregoriano, e il 3 febbraio 1852 viene indetta "una colletta per i soldati della monarchia", mentre il 20 giugno dello stesso anno la colletta è rivolta "ai miserabili di Temù... interamente distrutto".
Il Boldini nel frattempo incassa con fatica i primi acconti per l'orologio.


Il Transito di San Giuseppe - 1851 - olio su tela cm. 265x180 - Chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta - Pisogne

Il Transito di San Giuseppe - 1851 - olio su tela cm. 265x180 - Chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta - Pisogne

Martirio di San Biagio - 1853 - olio su tela cm. 540x380 - Chiesa parrocchiale di S. Biagio Martire - Caprino (BG)

Martirio di San Biagio - 1853 - olio su tela cm. 540x380 - Chiesa parrocchiale di S. Biagio Martire - Caprino (BG)

Nel 1851, l'artista di Esine, oltre al contratto con Pisogne, "affresca una medaglia di soggetto dantesco nel Palazzo Favagrossa a Casalmaggiore", ma si lamenta con il cugino che "ora non potrò fermarmi a lavorare quei ritratti del Dottore [dottor Francesco Beccagutti di Breno] perché ho molto da lavorare qui."
Nel 1852, mentre la seconda guerra di Indipendenza dà i suoi primi segnali, conclude un altro contratto a Caprino per l'altare maggiore, "Il quadro sarà circa della grandezza del nostro S. Paolo, ed il soggetto è il Martirio di S. Biagio, ed il prezzo cento pezzi da 20 Franchi. Se il contratto non è troppo grasso, certo è discreto, e sarò ricompensato dalla bellezza dell'argomento." Infatti, la pala è enorme, 5 metri e 40 centimetri per 3 e ottanta, Così lo descrive il Valsecchi: "Per le dimensioni, l'ampiezza della composizione e la ben articolata successione dei piani narrativi, è indubbiamente il più grande telero affrontato dal Guadagnini, con l'arditezza propria dei maestri della pittura veneta." In quegli anni i suoi lavori li esegue ancora alla Carrara dove "è vero che dall'Accademia Carrara non mi scacciano per ora, ma bisogna pure che dia retta a' miei capelli grigi che mi annunciano essere ora di togliersi dal numero dei fanciulli per diventar uomo." Prende quindi "uno studietto da Pittore per S. Michele [...] e diventerò Ambrosiano". Abbozza qui il quadro per Pisogne e prende mano a quello per le monache di Lovere e si prepara per il lavoro di Darfo.
Per poter continuare i suoi lavori deve rifiutare l'arruolamento che viene richiesto dall'Imperial Regio Esercito, e si fa scrivere dal cugino una lettera per evitare l'arruolamento.
Anche a Passirano il parroco Felini si trova a dover descrivere le tristi situazioni famigliari dei suoi parrocchiani per poterli esonerare dal servizio militare: Damiani Valentino di Tommaso è affetto da anni di gravi problemi alle ginocchia; Lorenzo Bossi approfitta del permesso per far descrivere la triste situazione famigliare dove si trova ad essere l'unico figlio in forze per mantenerla; Giosuè Faustini ha entrambi i genitori infermi e un fratello Giuseppe è già deceduto a Cividate del Friuli nel 1849. Ciò nonostante, il buon parroco è attento ai suoi fedeli e alla sua chiesa che si prepara al rinnovamento.


Assunzione della Vergine - 1854 - affresco - Chiesa prepositurale di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

Assunzione della Vergine - 1854 - affresco - Chiesa prepositurale di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

La Conversione di San Paolo - Chiesa prepositurale di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

La Conversione di San Paolo - Chiesa prepositurale di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

La liberazione di San Pietro - 1854 - Chiesa prepositurale di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

La liberazione di San Pietro - 1854 - Chiesa prepositurale di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

Nel 1852 è impegnatissimo nei suoi lavori e manca di corrispondenza con il cugino forse perché continuamente in movimento tra un lavoro e l'altro. A febbraio gli scrive: "...Prenda dunque questa benedetta penna in mano e mi dica qualche cosa; e ni comandi in che cosa posso servirlo. Mi voglia bene...", e a marzo "Sto lavorando indefessamente per Rovato dove andrò a metà circa di Maggio per rimanerci più di un mese dipingendo la volta del coro."
A Rovato, nell'archivio parrocchiale, una sua ricevuta autografa del 1866 dichiara di ricevere il saldo del contratto stipulato nel 1954 che era dell'ammontare di 6000 lire austriache pagabili in 3 rate. Il contratto prevede che dovrà eseguire 13 medaglie di cui 7 a colori e 6 a chiaro scuro. I lavori del Guadagnini cominciano con l'abside tra le decorazioni del Castellini, decoratore di Brescia in contrasto con il pittore designato dalla commissione restauri.
Da Rovato possiamo intravvedere quali saranno i lavori che eseguirà successivamente anche a Passirano. L'Assunzione della Vergine ha la stessa caratteristica con La Vergine sorretta da angeli, ma in un'impostazione diversa, a Passirano la scena è ariosa e stesa in orizzontale, mentre a Rovato la vediamo chiusa in verticale.
Gli altri due dipinti qui presentati, La Conversione di San Paolo e la Liberazione di San Pietro sono posizionati a fianco della pala del Cignaroli.
Mentre il Guadagnini lavora a Rovato, a Passirano la signora Lucia Mutti stabilisce il legato di lire austriache 550 per l'erezione dell'altare della Beata Vergine del Rosario, che verrà elargito il 28 aprile di ogni anno. Don Felini continua la sua raccolta fondi per i restauri della chiesa di Passirano.


Gloria dei Santi Faustino e Giovita - affresco - 1854 Chiesa di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

Gloria dei Santi Faustino e Giovita - affresco - 1854 Chiesa di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

Gloria di San Carlo Borromeo - 1854-55 - affresco - Chiesa di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

Gloria di San Carlo Borromeo - 1854-55 - affresco - Chiesa di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

San Giuseppe - 1854-55 - affresco - Chiesa di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

San Giuseppe - 1854-55 - affresco - Chiesa di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

Sant'Antonio da Padova - 1854 - 55 - affresco - Chiesa di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

Sant'Antonio da Padova - 1854 - 55 - affresco - Chiesa di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

San Rocco - 1854 - 55 - affresco - Chiesa di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

San Rocco - 1854 - 55 - affresco - Chiesa di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

Il Redentore - 1854*55 - affresco - Chiesa di Santa Maria Assunta - Rovato (BS))

Il Redentore - 1854*55 - affresco - Chiesa di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

S. Ambrogio e l’imperatore Teodosio - 1854-55 - affresco cm. 300x700 - Chiesa di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

S. Ambrogio e l’imperatore Teodosio - 1854-55 - affresco cm. 300x700 - Chiesa di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

Negli archivi di Rovato il primo documento è datato 28 gennaio 1854, e nel regesto dei documenti parrocchiali è scritto che "il pittore sollecita l'apertura delle finestre laterali del coro, onde consentirgli l'esecuzione delle opere di decorazione ivi progettate". Tra rimandi e visione dei cartoni, il contratto viene stipulato il 19 marzo 1854, come già accennato per l'esecuzione delle 13 medaglie.
Dalla corrispondenza del Guadagnini con il cugino don Paolo, risulta invece che nel novembre del 1853 "continuo a lavorare per un voto fatto da quei di Rovato a S. Carlo per la liberazione dal Colera. [...] Nelle due medaglie che sto facendo, rappresento da una parte S. Carlo che dà la Comunione agli appestati, argomento fissatomi dalla Commissione, dall'altra scelgo io S. Carlo scalzo, con una corda al collo davanti al Crocifisso che si offre vittima per il suo popolo. Sono incerto poi se debba vestirlo cogli abiti vescovili, oppure di sacco."
La ricostruzione cronologica descritta nella guida alla lettura del Complesso Monumentale dell'Assunta di Rovato, si è basata forse sulla scarna documentazione d'archivio non leggendo le lettere del Guadagnini, o forse l'artista stava preparando i cartoni per i due affreschi di San Carlo, ma da come già accennato, nel marzo del 1853 stava già lavorando "indefessamente per Rovato".
Comunque sia il lavoro è importante e lo tiene occupato fino al 1855.
Il Guadagnini, affrescò: l’Assunzione di Maria; due medaglioni con la Gloria di S. Carlo e dei SS. Faustino e Giovita; gli ottagoni con Santi e teste di Apostoli, sei tondi monocromi con episodi della vita di S. Carlo (il Cardinale di Milano che arriva a Rovato - adora il Crocefisso - conferisce le Cresime - consegna la veste clericale al cugino Federico - si accomiata dai rovatesi - Federico che dona ai rovatesi la reliquia di S. Carlo); S. Ambrogio e l’imperatore Teodosio; la Benedizione di Abramo e il Sacrificio di Isacco. E all'altare di S. Carlo, i due affreschi di cui parla al cugino. Nel presbiterio i già accennati affreschi con S. Paolo e S. Pietro. Sula cupola la Trasfigurazione del Cristo, e nel catino absidale, il Cristo Redentore.


S. Carlo scalzo, con una corda al collo davanti al Crocifisso che si offre vittima per il suo popolo - 1854 - Chiesa di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

S. Carlo scalzo, con una corda al collo davanti al Crocifisso che si offre vittima per il suo popolo - 1854 - Chiesa di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

San Carlo Borromeo comunica gli appestati - 1854 - affresco - Chiesa di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

San Carlo Borromeo comunica gli appestati - 1854 - affresco - Chiesa di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

Nel complesso dei lavori a Rovato ci sono anche i due grandi affreschi di San Carlo in processione di penitenza per le vie di Milano durante la peste e San Carlo che dà la Comunione agli appestati. Questo secondo affresco è ripetuto anche a Passirano con delle aggiunte. Infatti, nel nostro abbonda di personaggi e l'ammalata è in simbiosi con il Santo, il loro sguardi si incontrano e quasi ne si rivela la spiritualità.
Le sue opere anche se ripetute, si riempiono di segni indicativi della sua continua ricerca alla rappresentazione sempre più reale e spirituale. Lui stesso ne fa nota negli scritti: "...S. Carlo scalzo, con una corda al collo davanti al Crocifisso che si offre vittima per il suo popolo". Secondo il prof. Fusari è: "una lettura semplice e perfino popolare che mette in scena proprio quella tematica della gloria che è sempre più cara alle raffigurazioni da chiesa in un periodo come la fine dell'Ottocento", mentre il prof. Anelli riferito ai due dipinti di Rovato scrive che il pittore "mostra di sentire una doppia influenza: da un lato, iconograficamente le scene tradiscono la conoscenza dei quadroni secenteschi del Duomo di Milano aventi lo stesso tema; dall'altro la pittura romantica fa sentire la sua pesante ipoteca negli sguardi estatici dei personaggi, nell'accendersi troppo candido dei bianchi, nella ricerca di riprodurre fedelmente il costume antico".
I suoi bozzetti dimostrano però che il suo è un continuo studio meditato e delineato nella scioltezza del disegno e nella scelta dei colori e delle malte che precedono l'affresco.
Nella lettera del 5 aprile 1854 alla fabbriceria di Rovato scrive: "Probabilmente domenica prossima se il tempo e la circostanza lo permetteranno farò una scappata a Rovato, onde disporre quanto abbisognassi anticipatamente, e per l’alloggio, e per preparativi di sabbia e di calce, ad esaminare se fatta a dovere la ricciatura greggia del muro. Comincerò intanto a raccomandarlo che la calce sia della migliore qualità, e a me sembrerebbe quella di valle la più opportuna. La sabbia poi sia netta, senza creta, e lavata finché ne esca l’acqua limpida."





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