La Trasfigurazione - 1854-55 - Chiesa di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

La Trasfigurazione - 1854-55 - Chiesa di Santa Maria Assunta - Rovato (BS)

Bozzetto per San Carlo Borromeo - 1854 - olio su tela cm. 66x66 - Coll. privata.

Bozzetto per San Carlo Borromeo - 1854 - olio su tela cm. 66x66 - Coll. privata.

Nei lavori a Rovato c'è anche la Trasfigurazione, d'impianto tiepolesco, scrive il Valsecchi. Effettivamente l'affre sco della cupola nel presbiterio ricalca i grandi lavori del Tiepolo con figure che si accalcano in un vortice verso il centro della scena. La Trasfigurazione di Passirano è più intima proprio come raccontata nei vangeli. I lavori a Passirano del Guadagnini, scrive il prof. Fusari, hanno un filo conduttore tematico: la gloria, e danno "nel risultato visivo generale, una lettura semplice e perfino popolare che mette in scena proprio quella tematica della gloria che è sempre più cara alle raffigurazioni da chiesa in un periodo come la fine dell'Ottocento, in quel delicato momento di crisi per la Chiesa italiana alle prese con il nuovo stato unitario." Il prof. Fusari ipotizza per Passirano l'intervento di don Ezechiele Davini che avrebbe "dettato il programma iconografico al Guadagnini".
I lavori nella chiesa dedicata a San Zenone, non sono da meno di quelli di Rovato, anche qui possiamo vedere come l'artista sapesse ben dipingere specialmente con le difficoltà sotto le volte, dove le prospettive dovevano essere ben definite.
Nel 1854 non sa fermarsi. Mentre è attivo a Rovato, prepara i contatti con Lovere, Breno , Darfo, Cemmo, Esine e prende la commissione per un altro lavoro a Rovato che eseguirà l'anno successivo.
A novembre del 54 scrive al cugino "...posso pure dire di essermi divertito a Rovato, poiché la soddisfazione di quel popolo per le mie opere mi fu di grande sollievo".


Madonna in verde - 1854 - olio su tela cm. 30x25 - Coll. privata.

Madonna in verde - 1854 - olio su tela cm. 30x25 - Coll. privata.

Sacro Cuore di Gesù - 1854 - olio su tela cm. 105x85 - Breno casa parrocchiale.

Sacro Cuore di Gesù - 1854 - olio su tela cm. 105x85 - Breno casa parrocchiale.

Sacro Cuore di Gesù - 1854 ca. - olio su tela cm. 87x70 - Lovere, casa prepositurale.

Sacro Cuore di Gesù - 1854 ca. - olio su tela cm. 87x70 - Lovere, casa prepositurale.

San Pietro - 1854 - olio su tela cm. 122x95 - Breno, casa parrocchiale.

San Pietro - 1854 - olio su tela cm. 122x95 - Breno, casa parrocchiale.

Il quadro di San Paolo per la parrocchiale di Esine è ancora in altomare, "Non per questo dimenticherò il mio quadro prediletto della Conversione di S. Paolo, e, se non mi sarà dato ultimato nel 1855 p.v. l'avrò però portato ad un bel punto.", scrive al cugino Paolo. Nel frattempo, esegue il Sacro Cuore per la chiesa di Lovere e quello della casa parrocchiale di Breno. A Breno infatti, "si accinge a salire sull'impalcatura, [...] per la traduzione in affresco sulla controfacciata della lodata Adorazione dei Magi di Ardesio". Mentre aspetta il via libera dalla commissione, esegue oltre ai dipinti sopracitati, anche lo studio di una Madonna con lo sguardo mistico come uscita dalle mani di un pittore seicentesco.
Continua quasi dimenticandosi dei tristi giorni all'Accademia, quando desiderava lavori che non giungevano. Ha trentasette anni ed è un instancabile artista. Le commissioni si susseguono e non se le lascia scappare. "Sono sul finire del cartone di S. Paolo. Spero che verrà bene. L'impegno e l'attenzione non mancano. Per Lovere devo dipingere i due soggetti dell'infanzia della M.V. a mia scelta, a Sale Marasino una medaglia a fresco rappresentante un voto del Colera, A Castrezzato un quadro del Rosario, oltre parecchie altre cosucce, oltre i lavori in corso a Rovato."


L'Adorazione dei Magi - 1854 - affresco - Chiesa della Trasfigurazione di N.S. Gesù Cristo - Breno (BS)

L'Adorazione dei Magi - 1854 - affresco - Chiesa della Trasfigurazione di N.S. Gesù Cristo - Breno (BS)

Nel 1853 scrive il Putelli: "...una pia persona di Breno stabiliva offrire una somma perché nel duomo cittadino fosse un grande affresco di mano valente. I fabbricieri ne scrissero al Guadagnini che era allora a Milano, offrendogli e pregandolo di accettare la commissione...". E' così che il pittore riprende il tema eseguito a Ardesio e lo trasforma rendendolo più popolare, dove le figure si prendono uno spazio reale a contatto con i santi. Infatti, la Madre che con cura tiene il Bambino, è la stessa madre che vive lì vicino, tra le umili abitazioni di Breno, e le donne curiose sono le stesse che piamente ogni mattina ascoltano la messa. "Ricco di sentimento religioso, composizione semplice e graziosa, tinte piane, tranquille, vere: disegno corretto ed aristocratico, tale affresco si mostra degno di un antico", scrive il Nodari che del Guadagnini fu seguace attento.
L'affresco fu eseguito all'età di 37 anni. Ventisei anni dopo riprende lo stesso identico soggetto a Passirano.


Madonna col Bambino e SS. Dorotea e Angela Merici - 1854 - olio su tela cm. 164x85 - Cappella dell'Istituto Suore di S. Dorotea - Cemmo (BS)

Madonna col Bambino e SS. Dorotea e Angela Merici - 1854 - olio su tela cm. 164x85 - Cappella dell'Istituto Suore di S. Dorotea - Cemmo (BS)

Sant'Apollonio converte Faustino e Giovita - 1854 - olio su tela cm. 250x185 - chiesa dei SS. Faustino e Giovita - Darfo (BS)

Sant'Apollonio converte Faustino e Giovita - 1854 - olio su tela cm. 250x185 - chiesa dei SS. Faustino e Giovita - Darfo (BS)

Da quando il fratello era venuto a mancare, aveva dedicato parte del suo lavoro al mantenimento dei nipoti. Le suore di Santa Dorotea avevano accolto la nipote Adeodata Guadagnini facendola studiare nel collegio. Antonio realizzò la pala della Madonna col Bambino e le sante Dorotea e Angela Merici per un compenso di 900 lire austriache che andavano a coprire le spese per i quattro anni al collegio.
Sempre in quell'anno, il 1854, realizza la pala di Sant'Apollonio che converte Faustino e Giovita per la parrocchiale di Darfo. Nel '52 aveva scritto al cugino: "Ho finalmente ricevuto la lettera da Darfo che serve da scrittura per il quadro ed ho risposto. Così mi sono assicurato da lavorare per l'anno venturo a Milano..." . Il dipinto di Darfo fu pagato 1224,25 lire e così lo descrive Paolo Lanzini Donzelli: "i SS. Faustino e Giovita patroni della parrocchia ed il vescovo S. Apollonio, che avvolto nell'ampio paludamento, colla testa e colle mani sollevate al cielo, invoca da Dio sopra i neoconvertiti la sua benedizione. L'atteggiamento della persona e molto più l'espressione del volto del venerando Prelato, rilevano l'impegno e la perizia dell'autore [...] San Faustino [...] pare contempli il gran vuoto che separa le vita passata dalla presente. Giovita, [...] prega; e la preghiera pare gli scorra dalle labbra confidenti e pure, come l'espressione del suo volto.”


Comversione di San Paolo - 1854 - olio su tela cm, 440x350 - Chiesa della Conversione di S. Paolo - Esine (BS)

Comversione di San Paolo - 1854 - olio su tela cm, 440x350 - Chiesa della Conversione di S. Paolo - Esine (BS)

L'educazione di Maria Vergine - 1855 - olio su tela cm. 236x136 - Chiesa di Sant'Anna - Rovato (BS)

L'educazione di Maria Vergine - 1855 - olio su tela cm. 236x136 - Chiesa di Sant'Anna - Rovato (BS)

Nadonna dek Rosario con i Santi Domenico e Caterina - 1855 - olio su tela cm. 340x170 - Chiesa dei SS. Pietro e Paolo . Casterezzato (BS)

Nadonna dek Rosario con i Santi Domenico e Caterina - 1855 - olio su tela cm. 340x170 - Chiesa dei SS. Pietro e Paolo . Casterezzato (BS)

Madonna col Bambino - 1855 - carboncino su cartone cm. 158x88 - coll. privata.

Madonna col Bambino - 1855 - carboncino su cartone cm. 158x88 - coll. privata.

La grande pala di Esine è compiuta. Va a sostituire una pala di scuola emiliana che ora si trova al Museo Diocesano d'Arte Sacra di Brescia. Il contratto con la fabbriceria venne stipulato in data 17 novembre 1853 al prezzo di 100 franchi d'oro pagabili in 5 rate da 20 napoleoni d'oro da 20 franchi. Solo nel 1855 consegna l'enorme pala. L'abbiamo sentito diverse volte lamentarsi con il cugino per l'opera. Ci teneva a fare bella figura con i compaesani. Nello stesso anno esegue la pala per Sant'Anna a Rovato e quella del Rosario con i Santi Domenico e Caterina di Castrezzato.


particolare dell'Intercessione dei Santi alla SS. Trinità - 1856 - affresco - ex chiesa della Disciplina di San Pietro - Sale Marasino (BS)

particolare dell'Intercessione dei Santi alla SS. Trinità - 1856 - affresco - ex chiesa della Disciplina di San Pietro - Sale Marasino (BS)

Angelo dell'Annunciazione - 1856 - affresco - ex chiesa della Disciplina di San Pietro - Sale Marasino (BS)

Angelo dell'Annunciazione - 1856 - affresco - ex chiesa della Disciplina di San Pietro - Sale Marasino (BS)

Intercessione dei Santi alla SS. Trinità - 1856 - affresco - ex chiesa della Disciplina di San Pietro - Sale Marasino (BS)

Intercessione dei Santi alla SS. Trinità - 1856 - affresco - ex chiesa della Disciplina di San Pietro - Sale Marasino (BS)

La corrispondenza con il cugino Paolo si avvia alla conclusione. L'ultima lettera pervenutaci è del 2 novembre 1856. Per la narrazione ci dovremo affidare alle notizie che il Valzelli man mano ci fornirà.
Nel 1856 il nostro pittore è a Sale Marasino, nell'ex chiesa della Disciplina di San Pietro. "E' in questa chiesetta cinquecentesca affacciata sul Sebino, lungo il percorso caro al Romanino affreschista in Valcamonica, che il Guadagnini [...] si accinge, tra un impegno e l'altro, all'Intercessione dei Santi alla Ss. Trinità." E' qui che esegue l'Annunciazione, "e nel catino dell'abside, il ringraziamento per la sortita da un'epidemia." Oltre ad affreschista, si prodiga anche come restauratore, infatti, annota il Guerrini identificandole in opere del Romanino, "... le due teste dei Santi Ippolito e Cassiano salvate dal Guadagnini e collocate sopra la porta d'ingresso..."
Qui il Guadagnini non solo si presta a innovazioni, ma rende partecipi i fedeli unendo in un sol pensiero santi e paesani.





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