San Matteo e Sant' Agostino - 1862 - affresco - Chiesa di San Biagio (BG)

San Matteo e Sant' Agostino - 1862 - affresco - Chiesa di San Biagio (BG)

San Marco e San Girolamo . 1862 - affresco - Chiesa di San Biagio - Caprino (BG)

San Marco e San Girolamo . 1862 - affresco - Chiesa di San Biagio - Caprino (BG)

San Luca e San Tommaso d'Aquino - 1862 - affresco - Chiesa di San Biagio - Caprino (BG)

San Luca e San Tommaso d'Aquino - 1862 - affresco - Chiesa di San Biagio - Caprino (BG)

San Giovanni e Sant'Ambrogio - 1862 - affresco - Chiesa di San Biagio - Caprino (BG)

San Giovanni e Sant'Ambrogio - 1862 - affresco - Chiesa di San Biagio - Caprino (BG)

Angelo Custode - 1862 . affresco - Cappella dell'Immacolata - Caprino (BG)

Angelo Custode - 1862 . affresco - Cappella dell'Immacolata - Caprino (BG)

L'Angelo Custode - 1862 - carboncino su cartone cm 195x80 - coll. privata

L'Angelo Custode - 1862 - carboncino su cartone cm 195x80 - coll. privata

Immacolata - 1862 - olio su tela cm. 250x130 - Cappella dell'Immacolata - Caprino (BG)

Immacolata - 1862 - olio su tela cm. 250x130 - Cappella dell'Immacolata - Caprino (BG)

Immacolata - 1862 - olio su tela cm. 42,5x24 - coll. privata

Immacolata - 1862 - olio su tela cm. 42,5x24 - coll. privata

Madonna in preghiera - 1862 - olio su tela cm. 45,5x39 - coll. privata - Esposto nel 2015 a Passirano.

Madonna in preghiera - 1862 - olio su tela cm. 45,5x39 - coll. privata - Esposto nel 2015 a Passirano.

Nel 1862 torna a Caprino, dove aveva dipinto l'enorme tela del martirio di San Biagio. Ora gli viene chiesto di dipingere i quattro pennacchi della cupola con i quattro evangelisti. Egli con bel movimento prospettico, "anima le scene abbinando ad ogni evangelista un dottore della Chiesa." Sempre a Caprino, nella cappella dell'Immacolata, oltre alla Vergine, dipinge anche un Angelo custode. Di entrambi i dipinti abbiamo il cartone e lo studio preparatorio.


Immacolata - 1862 - carboncino su carta cm. 150x75 - coll. privata

Immacolata - 1862 - carboncino su carta cm. 150x75 - coll. privata

Immacolata - 1862 - carboncino su carta cm. 93x42 - coll. privata

Immacolata - 1862 - carboncino su carta cm. 93x42 - coll. privata

Quando si parla di un artista, generalmente ci si riferisce a qualcuno che ha lasciato ai posteri qualcosa di eccezionale. E' il caso del nostro pittore. Guardando attentamente i due bozzetti, anche un profano si rende conto di come l'artista che si è prodigato in questi disegni, sapeva sicuramente disegnare e di conseguenza anche dipingere. Il tratto deciso, le proporzioni, le sfumature, la dolcezza della posa e del viso, tutto sta ad indicare che quest'artista era veramente grande. Si potrebbe obbiettare rifacendosi alle molteplici copie delle opere da lui eseguite, ma l'obbiezione si fermerebbe davanti a questi disegni così perfetti e forse troppo belli. Mi viene alla mente la frase del maestro Abramo Venni che nel 1883 a conclusione dei lavori a Passirano, così lasciava le sue impressioni: "I dipinti del distintissimo Antonio Guadagnini, che già raccomandato alla storia, quale robusto affrescante nella diligenza del disegno, nella sentita espressione e viva composizione, tien fermo contro l'invadente sbrigliato sentimentalismo di moda, il quale dimentica come il bello dev'essere splendor del vero, e come l'artista debba studiare l'idea prima di disporla per divenire educatore, quasicché il reale possa stare senza un concetto fisso e determinato, e il bello non sia appunto tale se non quando esprime il vero."
Sono sicuramente parole passate di moda, visto il proliferare di pitturicchi che hanno invaso le nostre case come portatori di nuovi ideali senza curarsi di essere educatori prima che artisti.
Comunque sia, il pittore di Esine, pur riproducendo a iosa le sue opere, voleva prima di tutto essere educatore portando quell'ideologia richiesta dai tempi e non semplicemente decoratore.


Cacciata dei profanatori del tempio - 1863 - chiesa di Santa Maria Assunta - Cimbergo (BS)

Cacciata dei profanatori del tempio - 1863 - chiesa di Santa Maria Assunta - Cimbergo (BS)

Davide e Santa Cecilia - 1863 - affresco - chiesa di Santa Maria Assunta - Cimbergo (BS)

Davide e Santa Cecilia - 1863 - affresco - chiesa di Santa Maria Assunta - Cimbergo (BS)

Annunciazuine - 1863 - affresco - chiesa di Santa Maria Assunta - Cimbergo (BS)

Annunciazuine - 1863 - affresco - chiesa di Santa Maria Assunta - Cimbergo (BS)

Immacolata - 1863 - affresco - chiesa di Santa Maria Assunta - Cimbergo (BS)

Immacolata - 1863 - affresco - chiesa di Santa Maria Assunta - Cimbergo (BS)

Incoronazione di Maria - 1863 - affresco - chiesa di Santa Maria Assunta - Cimbergo (BS)

Incoronazione di Maria - 1863 - affresco - chiesa di Santa Maria Assunta - Cimbergo (BS)

Natività di Maria - 1863 - affresco - chiesa di Santa Maria Assunta - Cimbergo (BS)

Natività di Maria - 1863 - affresco - chiesa di Santa Maria Assunta - Cimbergo (BS)

Visitazione di Maria a Elisabetta - 1863 - affresco - chiesa di Santa Maria Assunta - Cimbergo (BS)

Visitazione di Maria a Elisabetta - 1863 - affresco - chiesa di Santa Maria Assunta - Cimbergo (BS)

In quegli anni sembra che i lavori non finiscano mai. E' in continuo spostarsi da un luogo all'altro. Da Rovato a Bergamo. Da Palazzo Silvestri ad Esine. La popolarità dell'artista è oramai garantita. Da Caprino sulla bergamasca ripercorre con la diligenza i 100 e più chilometri che lo portano a Cimbergo. In quegli anni la chiesa di Cimbergo ha subito gli ultimi interventi di ampliamento, venne allungata, allargata e alzata con un lavoro “che prima era quasi follia sperare... Quanti la videro e considerarono la difficoltà del luogo e l'ingente spesa sostenuta, furono compresi da alta meraviglia e la dissero opera degna degli antichi romani..." annota Oberto il brano di Rizzi del 1870. Guadagnini "si dà con foga a riempire tutta la volta a crociera, lasciando libere solo due vele, della sua iconografia in parte già sfruttata e in parte soggetta ancora ad evoluzione..." Sono ventotto gli affreschi che esegue. La volta è coperta da 4 grandi medaglioni con l'Assunzione di Maria, la Nascita di Maria, l'Annunciazione e la Visita ad Elisabetta. Ogni ovale è circondato da quattro santi o dottori della Chiesa. Nel catino dell'abside, Davide e Santa Cecilia. Nella cupola sul presbiterio il grande affresco dell'Incoronazione di Maria. "Le figure si sovrappongono in una prospettiva perfetta, in un cielo azzurro grigio sfumato all'infinito". Nelle pareti esegue la Cacciata dei profanatori dal tempio.


Assunzione di Maria - 1863 - affresco - Oratorio di Santa Maria Immacolata - Maderno (BS)

Assunzione di Maria - 1863 - affresco - Oratorio di Santa Maria Immacolata - Maderno (BS)

L'Educazione di Maria Bambina - carboncino su cartone cm.133x188 - Coll. privata

L'Educazione di Maria Bambina - carboncino su cartone cm.133x188 - Coll. privata

Preso l'appalto a Cimbergo, non si sofferma più di tanto. A Maderno l'aspetta un altro compito, la decorazione dell'Oratorio di Santa Maria Immacolata. La chiesetta è situata al Promontorio di Maderno, è di proprietà della famiglia Bonaspetti. Qui il Guadagnini, quasi a confermare le sue capacità pittoriche, riesce a dare alla chiesetta un senso di grandiosità. I suoi affreschi sono contornati da stucchi dorati che li impreziosiscono.
Ha qui eseguito 12 affreschi: L'Assunzione della Vergine, opera già ripresa più volte; l'Annunciazione; l'Educazione di Maria Bambina; l'Incoronazione di Maria e quattro esagonali raffiguranti Santa Teresa, San Luigi Gonzaga, San Filippo Neri, Santa Lucia, San Vincenzo, Sant'Apollonia, Santa Maria Maddalena e San Bartolomeo. Il Valzelli nel suo volume sull’artista commenta così quest’opera: “Di un' effusione del tutto calda, con accensioni desunte dal Tiepolo, l’Oratorio a co del promontorio di Maderno, quasi che il Garda vi abbia rovesciato dentro il suo vivido umore: il Guadagnini ne fa uno scrigno di gaudiosa contemplanza, gli otto Santi delineati di spicco nel brio deciso della caratterizzazione.”
A Passirano i lavoi tardano ad iniziare. I benefattori, tra cui la già citata Lucia Mutti, acconsentono ad usare i capitali in lascito alla fabbriceria, per gli abitanti di Passirano che ne hanno bisogno. L'altare in marmo, su disegno dell'architetto Vantini, per la Madonna del Rosario, è destinato a tempi migliori. Nel frattempo, in data 17 ottobre 1863 di fronte ai testimoni della fabbriceria ed al notaio Bartolomeo Pedrali, un passiranese né usufruisce garantendone il rimborso entro due anni con interessi annui del 5%, e come garanzia mette a disposizione la propria abitazione.


Lo sposalizio di Maria e Giuseppe - 1866 -affresco - chiesa di Santa Maria Immacolata delle Grazie - Bergamo

Lo sposalizio di Maria e Giuseppe - 1866 -affresco - chiesa di Santa Maria Immacolata delle Grazie - Bergamo

La Nascita di Maria - 1866 -affresco - chiesa di Santa Maria Immacolata delle Grazie - Bergamo

La Nascita di Maria - 1866 -affresco - chiesa di Santa Maria Immacolata delle Grazie - Bergamo

Angelo - 1866 -affresco - chiesa di Santa Maria Immacolata delle Grazie - Bergamo

Angelo - 1866 -affresco - chiesa di Santa Maria Immacolata delle Grazie - Bergamo

Angelo - 1866 -affresco - chiesa di Santa Maria Immacolata delle Grazie - Bergamo

Angelo - 1866 -affresco - chiesa di Santa Maria Immacolata delle Grazie - Bergamo

Angeli con l'emblema mariano - 1866 -affresco - chiesa di Santa Maria Immacolata delle Grazie - Bergamo

Angeli con l'emblema mariano - 1866 -affresco - chiesa di Santa Maria Immacolata delle Grazie - Bergamo

Gli anni 60 dell'800 sono stati prolifichi per il Guadagnini. Mentre lavora a Maderno per la chiesetta di Santa Maria Immacolata, viene richiamato a Bergamo per altri lavori da abbinare agli affreschi dello Scuri. Mantenendosi sui temi stabiliti, realizza due medaglioni sulla vita della Vergine: La sua Nascita e lo sposalizio con Giuseppe. Le scene sono ben composte. Nella prima, Anna, seduta su di un giaciglio di stile ottocentesco con i gamboni torniti, a braccia aperte riceve dalle mani della levatrice la Bimba Maria raggiante di luce, mentre un'altra donna con il contenitore degli oli e le fasce per coprire la neonata attende di procedere al suo compito. La scena è popolata da due figure, Gioacchino e un amico sul fondo della stanza che osservano con sguardo soddisfatto la scena. Nell'altra medaglia predomina la figura maestosa del sacerdote tra colonne tortili, con lo sguardo al cielo recita la funzione dello sposalizio mentre con le mani a mezz'aria sopra il capo dei due giovani sposi, li consacra. Maria ancora giovinetta porge il dito per ricevere dal maturo Giuseppe l'anello del matrimonio. I testimoni assistono in devozione l'avvenimento e a sinistra una giovane in ginocchio osserva in contemplazione.
L'oramai maturo Guadagnini riesce a soddisfare le esigenze dei committenti e a dare ai fedeli quella gloria che li porta alla contemplazione della parola di Dio.


Il Battesimo di Gesù - 1866 - affresco - chiesa della SS. Trinità - Villongo (BG)

Il Battesimo di Gesù - 1866 - affresco - chiesa della SS. Trinità - Villongo (BG)

L'Incoronazione della Vergine - 1866 - affresco - chiesa della SS. Trinità - Villongo (BG)

L'incoronazione della Vergine - 1866 - affresco - chiesa della SS. Trinità - Villongo (BG)

Il Sacro Cuore e Santa Marghetita Alacoque - 1866 - affresco - chiesa della SS. Trinità - Villongo (BG)

Il Sacro Cuore e Santa Marghetita Alacoque - 1866 - affresco - chiesa della SS. Trinità - Villongo (BG)

Sempre nel 1866 terminò sulla volta della chiesa parrocchiale della SS. Trinità a Villongo, l'incoronazione della Vergine dove domina dall'alto di uno spaccato infinito di cielo la piccola colomba dello Spirito Santo. L'affresco, di ben sette metri di diagonale è composto dai 12 santi come da contratto stipulato il 10 ottobre 1864, dalla Trinità e dalla Vergine Maria. Nei peducci gli evangelisti confermano la scena dell'incoronazione. Altro affresco eseguito a Villongo è il Sacro Cuore e Santa Margherita Alacoque in un ovale contornato da stucchi di Cipriano Spinedi, Nel battistero di fianco alla bussola dipinse il Battesimo di Gesù. Pur nella sua semplicità, l'Incoronazione vuole ricalcare i grandi pittori del rococò, e si stacca dalla tradizionale presentazione della Vergine.
Dall'archivio parrocchiale di Villongo si ha notizia di un accordo con il Guadagnini per altri santi che però non riuscì a dipingere causa gli innumerevoli lavori che aveva in atto.





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