La Moltiplicazione dei pani e dei pesci - 1875 - affresco - chiesa di San Lorenzo - Urago d'Oglio (BS)

La Moltiplicazione dei pani e dei pesci - 1875 - affresco - chiesa di San Lorenzo - Urago d'Oglio (BS)

Gloria della SS. Eucarestia - 1875 - chiesa di San Lorenzo - Urago d'Oglio (BS)

Gloria della SS. Eucarestia - 1875 - chiesa di San Lorenzo - Urago d'Oglio (BS)

Siamo nel 1875, oramai il Guadagnini si è guadagnato la fama di affreschista. I lavori eseguiti a Rovato sono apprezzati dai franciacortini che lo vogliono a decorare le proprie chiese. E' quel che succede a Urago d'Oglio dove viene incaricato di eseguire nell'abside una grandiosa Moltiplicazione dei pani e dei pesci con una moltitudine di personaggi che fa da contorno al Cristo intento al miracolo. Troviamo qui la sua firma e data nell'angolo sinistro dell'opera. Come spesso succede, si rifà a opere già eseguite come in questo caso ai lavori di Breno.
Nell'arco trionfale esegue anche la Gloria della SS. Eucarestia, dove putti e angeli svolazzanti creano un movimento rotatorio verso il centro ad imitazione dei pittori veneti del '700.


Ritratto di Antonio Guadagnini (nipote del pittore) - 1875 - olio su cartone cm. 40x34 - coll. privata

Ritratto di Antonio Guadagnini (nipote del pittore) - 1875 - olio su cartone cm. 40x34 - coll. privata

Ritratto di Chiara Guadagnini - 1875 - olio su cartone cm. 45x35 - coll. privata

Ritratto di Chiara Guadagnini - 1875 - olio su cartone cm. 45x35 - coll. privata

Non abbiamo mai parlato della famiglia Guadagnini. Penso sia importante dare almeno le notizie principali.
Obero Ameraldi nella ricostruzione dell'albero genealogico della famiglia, si allontana fino al 1703 anno che ha dato origine alla sua discendenza con G. Battista Guadagnini. Noi ci limiteremo a soffermarci ai parenti stretti di Antonio il pittore di Esine. Come di consuetudine in passato, il nome andava tramandato da padre in figlio o da nonno a nipote (usanza più comune). Il padre del pittore infatti si chiamava Antonio ed era nato nel 1784, mentre la madre Maria Bontempi dei Garabòcc di Bienno è nata nel 1785 e muore due anni dopo aver dato alla luce il terzo figlio Oberto, fratello dii Antonio. L'altro fratello del pittore è G. Battista nato nel 1821 e morto nel 1848, di cui abbiamo già accennato.
Il nonno del pittore si chiamavo pure lui Antonio e la nonna Giovanna Federici (da questa famiglia deriva il cugino con cui il pittore aveva un grande rapporto di amicizia, don Paolo Federici).
Il nostro pittore non si è mai sposato e logicamente non ha avuto discendenza, mentre i fratelli G. Battista e Oberto rispettivamente 3 figli, Maria, Adeodata e Giosuè il primo e 5 il secondo, Antonio, Maria, Maddalena, Margherita e Maria Angela.
Per onore di cronaca, Oberto Ameraldi è figlio di Maria Guadagnini sposata Ameraldi, figlia di Antonio il nipote del pittore.


l'Immacolata fra i Santi Sebastiano e Rocco - 1875 - olio su tela cm, 200x127 - teatro parrocchiale - Castro (BG)

l'Immacolata fra i Santi Sebastiano e Rocco - 1875 - olio su tela cm, 200x127 - teatro parrocchiale - Castro (BG)

Immacolata - 1875 - olio su tela cm. 215x180 - chiesa di San Lorenzo - Arzago d'Adda (BG)

Immacolata - 1875 - olio su tela cm. 215x180 - chiesa di San Lorenzo - Arzago d'Adda (BG)

L'Immacolata come le varie Madonne sono soggetti a lui cari. Nei bozzetti a carboncino per Caprino la troviamo a mani giunte con sguardo d'intensa adorazione. Nell'Immacolata di Castro del 1875, quando l'artista è già cinquantottenne, la ritroviamo a braccia incrociate sul petto in segno di sottomissione. Sapeva creare l'immagine dandogli l'espressione più consona.
Nella tela, ora collocata nel teatro parrocchiale, l'Immacolata è tra i santi Sebastiano e Rocco. Un anno dopo esegue una pala di dimensioni simili con la sola Immacolata che schiaccia con il piede il serpente. Questa si trova ad Arzago d'Adda nella parrocchiale di San Lorenzo.


San Carlo Borromeo - 1876 - olio su tela cm.205x135 - chiesa di San Lorenzo - Arzago d'Adda (BG)

San Carlo Borromeo - 1876 - olio su tela cm.205x135 - chiesa di San Lorenzo - Arzago d'Adda (BG)

La laboriosa vita del Guadagnini lo porta a girovagare dalla pianura alla valle quasi senza dimora. A Esine aveva casa che dovette vendere per pagare i debiti lasciati dal padre. Alloggiava alla Ravaiola, una cascina di Arzago d'Adda. A Arzago viveva Giacomo Sessa che lo aveva seguito e lo aiutava nell'affresco.
La Ravaiola "è a oriente di Arzago d'Adda, in mezzo ai campi, sulla strada che da una banda conduce a Caravaggio e dall'altra a Vailate. Davanti a un brolo che dislama, la casa padronale settecentesca [...] e intorno a quadrato le stalle e le barchesse fatiscenti per lo scadere continuo dei fittavoli, il san martino dei salariati, i passaggi di proprietà." Così la descrive Valzelli. E' qui che Guadagnini viveva e lavorava in un laboratorio dietro il cortile. Qui "ha lasciato un Bacco affrescato in un soffitto." Alla Ravaiola non ci è arrivato per caso, "le ragioni dell'arte sono coincise con le ragioni del cuore...", qui c'era anche Angela Canziani, la moglie del Sessa che "ha finito di calamitare tutto del maestro di suo marito...". Alla morte del maestro, preceduta di tre anni da quella del Sessa, e seguita di due anni dalla "siora Angiulina", la moglie del Sessa, “un vento rapinoso disperse il considerevole lotto di opere che l'artista di Esine aveva accantonato alla Ravaiola...".
Dell'artista, ad Arzago d'Adda rimangono nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo, la tela di Carlo Borromeo e l'Immacolata precedentemente qui esposta. Altre opere, anche se firmate dal Sessa, si presuppone siano del Guadagnini, tra queste la Natività e la Deposizione.


Evangelisti e Dottori della Chiesa - 1876 - affresco - chiesa di San Vittore - Calcio (BG)

Evangelisti e Dottori della Chiesa - 1876 - affresco - chiesa di San Vittore - Calcio (BG)

Evangelisti e Dottori della Chiesa - 1876 - affresco - chiesa di San Vittore - Calcio (BG)

Evangelisti e Dottori della Chiesa - 1876 - affresco - chiesa di San Vittore - Calcio (BG)

Evangelisti e Dottori della Chiesa - 1876 - affresco - chiesa di San Vittore - Calcio (BG)

Evangelisti e Dottori della Chiesa - 1876 - affresco - chiesa di San Vittore - Calcio (BG)

Evangelisti e Dottori della Chiesa - 1876 - affresco - chiesa di San Vittore - Calcio (BG)

Evangelisti e Dottori della Chiesa - 1876 - affresco - chiesa di San Vittore - Calcio (BG)

Oramai si è dedicato alla Franciacorta. Nel 1876, mentre Passirano si prepara ad accoglierlo e lui instaura rapporti di amicizia con la famiglia Guarneri, esegue a Calcio nella chiesa di San Vittore, nei pennacchi della cupola gli stessi Evangelisti e Dottori della chiesa che ha eseguito a Caprino. A Passirano, don G.B. Felini stava convincendo la fabbriceria della necessità di interventi alla chiesa. Nel 1876 incarica l'architetto Antonio Tagliaferri a fare un sopralluogo. L'architetto riceve 839 lire e 30 centesimi per le ore impiegate da lui e "da giovani di studio per coppie, lucidi ecc. n° 28 a £ 3. Coppia degli originali all'acquarello a colori ... n° 29 a Lire 10.”
Il progetto restauri è avviato. Antonio Guadagnini lo immaginiamo colloquiare con il Tagliaferri sul progetto e disegnare su fogli di fortuna i bozzetti che andranno ad abbellire la chiesa.


Fuga in Egitto - 1877 - affresco cm. 225x150 - ex-chiesa della Madonna della Vallosa - Passirano (BS)

Fuga in Egitto - 1877 - affresco cm. 225x150 - ex-chiesa della Madonna della Vallosa - Passirano (BS)

Nel 1874, come già accennato, la chiesa di Passirano necessita di interventi urgenti e quindi don Felini si prodiga per farli eseguire. Nel 1877 il nostro pittore si trova già a Passirano grazie anche all'amico Tita Guarneri a cui lascia un ricordo nella chiesetta della Vallosa con uno stupendo affresco, tuttora con colori vivi, e lo firma con una dedica "All'amico Tita Guarneri - Ant. Guadagnini 1877".
Gli altri autori di biografie del pittore indicano il 1879 anno in cui il pittore inizia i lavori alla chiesa di San Zenone. Risulta invece chiaro dai documenti in archivio che nel 1877 il Guadagnini vi stava già lavorando. Infatti, in un documento del 20 dicembre 1877, il capomastro Delbono annota in un rilievo delle opere addizionali che vengono eseguite 93 giornate a lire 2 dal muratore "per la stabilitura al cordone di decorazione e timpani che racchiudono i tre Dottori della Chiesa", ed inoltre giornate per ampliare il ponteggio alla metà del volto verso mezzodì che serviva sia al Guadagnini, al Franchini e agli indoratori.
Quindi il nostro pittore è già a Passirano a lavorare alla chiesa nel periodo che eseguì la Fuga in Egitto della Vallosa.
Era ospite della famiglia Guarneri di cui nutriva un rapporto di amicizia, infatti a questi dedicò numerosi ritratti e li effigiò in alcuni dei suoi affreschi nella chiesa parrocchiale.
Don Falsina nella sua ricostruzione storica così descrive come il pittore riuscì ad accaparrarsi il lavoro.
"Condiscepolo dei sigg. Guarneri, per quell'amicizia e l'inezia di qualche centesimo di lire in più, rubò a Passirano la parrocchiale affrescata da quel soave e valoroso maestro che fu Modesto Faustini e a questi tolse la gioia di lasciare un tempio dovuto come un poema completo, alla sua arte cristiana e pensosa."





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