La Pietà - 1877 - affresco cm. 185x180 - edicola del camposanto - Passirano (BS)

La Pietà - 1877 - affresco cm. 185x180 - edicola del camposanto - Passirano (BS)

La Pietà - 1877 - olio su tela cm. 21,5x32,5 - coll. privata

La Pietà - 1877 - olio su tela cm. 21,5x32,5 - coll. privata

Rissurezione - 1879 - olio su cartone cm. 55x50 - coll. privata - esposto alla mostra del 2015 a Passirano

Rissurezione - 1879 - olio su cartone cm. 55x50 - coll. privata - esposto alla mostra del 2015 a Passirano

San Carlo Borromeo comunica gli appestati - 1879 - olio su tela cm. 67x40 - casa parrocchiale di Ospitaletto (BS)

San Carlo Borromeo comunica gli appestati - 1879 - olio su tela cm. 67x40 - casa parrocchiale di Ospitaletto (BS)

Un’altra prova che avrebbe dovuto servire come biglietto da visita del Guadagnini per poter accedere ai lavori di Passirano, è stata la Pietà all'edicola del camposanto. I fabbriceri saranno sicuramente rimasti entusiasti di questo lavoro. Il volto della Madre con gli occhi velati di lacrime, il corpo di Cristo che quasi scivola a terra, è una composizione di grande abilità scenografica. I passiranesi nel 1877 hanno potuto verificare direttamente la maestria del pittore della Valcamonica, proprio nel luogo dei loro ricordi, dove ogni domenica facevano visita ai loro cari defunti.
Ora l'edicola si presenta monca di un Angelo trombettiere che sovrastava il frontone. Ne rimane solo il graffio sull'intonaco che precedeva l'affresco.
In collezione privata c'è un bozzetto a monocromo che dovrebbe essere lo studio preparatorio all'edicola di Passirano.
Per la nostra chiesa, il Guadagnini aveva preparato altri bozzetti, ma solo alcuni sono arrivati fino a noi: La Deposizione dalla Croce e la Rissurezione che abbiamo avuto modo di ammirare nella mostra del 2015, e un bozzetto per l'affresco del San Carlo che purtroppo è finito a Ospitaletto. In origine il pittore lo aveva lasciato alla contessa Guarneri che a sua volta lo aveva donato a don Falsina e da questi, nel 1970 al parroco di Ospitaletto don Pietro Pea. Nel 1877, gli abbellimenti della chiesa, come detto, erano già iniziati. Vi lavorava il capo mastro Giovanni Delbono con i suoi operai, Il Guadagnini ed anche il Franchini, decoratore. Il 17 ottobre alle ore 14, precisa don Falsina, "i restauri della navata avevano voluto la sua vittima. Il tredicenne Giovanni Belleri da Brescia, assistente del pittore Franchini, cadde dalla scala più alta, stroncandosi sui pochi banchi di sotto." Nel registro parrocchiale dei defunti risulta che il giovane Giovanni era figlio di Pietro fu Angelo e di Cavana Maria domiciliati a Brescia ma nativi di Passirano, e nelle annotazioni oltre che "assistente al pittore Franchini" viene specificata la morte "Per caduta mortale dal ponte". Una giovane vittima per abbellire la nostra chiesa.


San Girolamo - 1882 ca. - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

San Girolamo - 1882 ca. - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Sant'Agostino - 1882 ca. - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Sant'Agostino - 1882 ca. - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

San Gregorio Magno - 1878 ca. - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

San Gregorio Magno - 1878 ca. - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

San Ambrogio - 1878 ca. - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

San Ambrogio - 1878 ca. - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Sant Atanasio - 1878 ca. - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Sant Atanasio - 1878 ca. - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

San Giovanni Crisostomo - 1878 ca. - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

San Giovanni Crisostomo - 1878 ca. - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS))

Guadagnini è a tempo pieno impiegato all'abbellimento della chiesa di Passirano. Dal "Rilievo delle opere addizionali ed aggiunte..." che il capo mastro Delbono di Camignone aveva presentato alla fabbriceria, le prime giornate dedicate al Guadagnini furono per l'esecuzione di tre dei sei Dottori della Chiesa qui raffigurati. La relazione è del 20 dicembre 1877. Sicuramente è il resoconto di spesa dell'anno di lavoro. Il Guadagnini aveva necessità di un muratore che preparasse il fondo per i suoi affreschi e collocasse il ponteggio per accedere al volto della navata "a mezzodì". Il capomastro gli aveva dedicato 93 giornate di lavoro a lire 2 all'ora per un totale di lire 186. Presuppongo che i tre Dottori siano Sant'Atanasio, San Crisostomo e probabilmente San Gregorio Magno. Al Dottore della Chiesa sopra il battistero il Guadagnini effigiò il suo amico dottor Giuseppe Guarneri di Cazzago.
Nell'analisi che il prof. Fusari fa sull'opera del nostro pittore a Passirano, in riferimento ai Dottori della Chiesa indica Ovidio Franchini come esecutore degli affreschi e scrive: "E' vero che l'esecuzione di questi spetta in qualche parte a Ovidio Franchini, ma l'invenzione si deve di certo a Guadagnini che tratta queste figure in modo diverso da quanto succede per i personaggi delle scene maggiori."
Il resoconto del capo mastro indica l'assistenza al pittore in tre mesi di lavoro e specifica che "al pittore Franchini gli venne fatto un ponte di variata altezza, e per metà dell'intiero volto verso mezzodì", quindi probabilmente per operare alle decorazioni non ai Dottori della Chiesa. Comunque sia, l'artista di Esine nel 1877 aveva già eseguito affreschi alla chiesina della Vallosa, all'edicola del camposanto e a tre Dottori della Chiesa.
Sempre in quell'anno, il capo mastro aveva eseguito diversi lavori per un totale di lire 2112. Il progetto iniziale dell'architetto Tagliaferri prevedeva la spesa di lire 7961 per la sistemazione muraria della chiesa. In questo progetto c'era anche il rifacimento dei pilastri a sostegno dell'arco del presbiterio che era in situazione critica.


Adorazione dei Magi - 1878 - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Adorazione dei Magi - 1878 - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Autoritratto nell'affresco della Adorazione dei Magi - 1878 - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Autoritratto nell'affresco della Adorazione dei Magi - 1878 - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Dopo i Dottori della Chiesa, visti i conteggi che il capo mastro Delbono presenta nel 1878, il Guadagnini dovrebbe aver iniziato la grande medaglia sulle pareti con l'Adorazione dei Magi. Infatti, il 2 novembre 1878, sul consueto resoconto annuale Delbono scrive: "Formazione del riquadro sopra la bussola ... per applicarvi la raffigurazione dei Re Magi del Presepio, che poi tale riquadro venne ampliato ulteriormente nella relativa cornicetta al contorno." ed aggiunge ulteriori giornate per il ponteggio al Guadagnini e "agli altri pittori e doratori".
Quindi nel 1878 la chiesa al suo interno stava prendendo forma.
Ma dove si facevano le funzioni religiose? Il mastro ci dà l'indicazione, infatti nei suoi resoconti del 1879 descrive "chiusura con quadretti a coltellato della loggetta o portico a mattina della Chiesa ... provvisoriamente come di Chiesa...". Quindi le funzioni religiose venivano effettuate nella chiesina della Maternità e i fedeli assistevano dalla loggetta chiusa da un muro provvisorio.
I lavori importanti erano ancora da fare. Tra questi anche la sostituzione del pilastro di destra che "venne, contro ogni regola d'arte, basato totalmente sopra un segmento di un arco più antico", scrive l'architetto Antonio Tagliaferri. Quindi mentre il pittore di Esine lavora agli affreschi, nella parte a monte della Chiesa, si presenta l'urgenza di abbattere i pilastri di sostegno all'arcata del presbiterio.
Guadagnini come detto continua i suoi lavori. Nell'Adorazione dei Magi, come buon artista e nei primi anni del suo lavoro, si sbizzarrisce nell'inserire tra i personaggi del presepe anche gli illustri passiranesi. Tra le 13 figure non può dimenticarsi dell'amico G.B. Guarneri, il notaio, che lo ritrae nel volto del re col mantello bianco mentre porge l'oro su un vassoio. Un altro personaggio dell'epoca è l'architetto Ignazio Presti nelle vesti del re prostrato alla Natività. Don Falsina (probabilmente su suggerimento dei parrocchiani) indica anche "i parenti Presti-Turati, Paolina Presti, sorella della Presti di Villa e la maestra nella donna all'uscio". Infine, con orgoglio si ritrae nel pastore appoggiato al bastone come ad evidenziare la sua immagine di vecchio stanco.


Il profeta Melchisedech - 1880 ca. - affresco -chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Il profeta Melchisedech - 1880 ca. - affresco -chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Il profeta Elia - 1880 ca. - affresco -chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Il profeta Elia - 1880 ca. - affresco -chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Stabilire con precisione la cronologia dei lavori eseguiti dal Guadagnini a Passirano è impossibile. Si può presupporre, visto i documenti presenti nell'archivio parrocchiale, che ha iniziato dall'ingresso della chiesa affrescando prima i tre Dottori per passare poi all'Adorazione dei Magi. Possiamo immaginare che trovandosi il ponteggio già installato per il presepe, abbia eseguito anche i due profeti accanto al finestrone delle pareti.
Il prof. don Giuseppe Fusari, nel libro dedicato alla mostra organizzata dal GASP nel 2015, così li descrive: "Di qualità alta sono anche i due profeti affrescati accanto al finestrone delle pareti, specialmente quello di destra, avvolto in una veste rossa, e con un abile gioco di contrasti chiaroscurali che simula sul viso lo schermarsi dalla luce."
Possiamo immaginare il cantiere di questo lavoro. Muratori e manovali addetti a demolire o intonacare muri. I pittori con i loro assistenti intenti alle decorazioni e il nostro Guadagnini a colorare la tunica del profeta Melchisedech o l'incarnato di Elia, mentre nella chiesina provvisoria sotto il chiostro seicentesco le pie donne di Passirano volgevano le loro preghiere al cielo e finite le orazioni entravano a sbirciare i lavori.
Don Felini, settantaseienne, seguiva con orgoglio le prime medaglie del Guadagnini. Di lui esisteva un ritratto a pastello presso "il nipote Felini Angelo di Cologne" che don Falsina fece ricopiare ad olio ponendolo in sacrestia tra gli altri prelati "dove la sua faccia bonaria e un po' pacciacchiona, coronata da candidi capelli, lascia vedere un naso potente, una bocca serrata e volitiva e due occhi acuti e indagatori."


Consegna delle chiavi a Pietro- 1879 ca. - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Consegna delle chiavi a Pietro - 1879 ca. - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Conversione di Saulo - 1879 ca. - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Conversione di Saulo - 1879 ca. - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

La Samaritana al pozzo - 1879 ca. - affresco -chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

La Samaritana al pozzo - 1879 ca. - affresco -chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Il battesimo di Cristo - 1879 ca. - affresco -chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Il battesimo di Cristo - 1879 ca. - affresco -chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

San Zeno legislatore - 1881 ca. - affresco -chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

San Zeno legislatore - 1881 ca. - affresco -chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

San Zeno predicatore - 1881 ca. - affresco -chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

San Zeno predicatore - 1881 ca. - affresco -chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

In questo lungo racconto, ci piace descrivere oltre alla vita e alle opere di Antonio Guadagnini, anche il periodo storico a Passirano in cui l'artista operò. Come abbiamo già detto, i lavori di abbellimento della chiesa ebbero inizio durante il parrocchiato don Gian Battista Felini che venne eletto nel 1845 dopo la morte di don Faustino Paganotti. "A don Felini toccò il famoso 1848 1849, e di quell'eroica fiammata che consolavasi tanto prematuramente sulla cessata dominazione" austriaca in via di estinzione con i moti del 1849 a Brescia per concludersi con l'Unità d'Italia nel 1861. Don Felini era di carattere forte e riusciva a contrapporsi alle imposizioni volute dal potere austriaco. In quegli anni un altro passiranese si era fatto notare, don Domenico Zamboni, "... egli ci appare nella sua vera cornice: quella del suo tempo e del suo ministero, due cose che inconsapevolmente lo condussero tra i precursori del Risorgimento ...". Così viene descritto nella monografia su Brixia Sacra del 1949.
In quest'atmosfera storica don Felini meditava il risanamento del tempio di Passirano, e dopo anni di duro ministero, avviato il suo sogno di rinnovamento, il 6 novembre del 1879, dopo una forse lunga malattia, muore senza vederlo ultimato.
Guadagnini non è il solo artista ad aver ascoltato e seguito i consigli del pastore di Passirano. Il suo più principale aiutante era Ovidio Franchini che però nel 1880 morì lasciando il compito a Carlo Chimeri, giovane artista nato a Crema nel 1852.
Sicuramente al Franchini, l'esperienza del ragazzo tredicenne deceduto per la caduta dal ponteggio, gli lasciò il segno. Nel 1877-78, il suo ponteggio era installato a metà della navata a mezzodì, quindi presupponiamo stesse lavorando alle medaglie con i chiaroscuri raffiguranti i putti sulla volta, e probabilmente anche ai quattro che descrivono la vita di Cristo. Il prof. Fusari nel già citato libro per la mostra del 2015, identifica il lavoro del Guadagnini ad alcune figure importanti delle medaglie, mentre attribuisce agli aiuti parte delle scene. Don Falsina nella sua Storia di Passirano, scrive: "La decorazione a chiaroscuro fu convenuta col pittore Ovidio Franchini di Brescia. Benché i sei quadri pure a chiaroscuro siano - esclusi forse i due di S. Zeno - evidentemente del Guadagnini o almeno eseguiti su cartone di lui, pare che l'esecuzione dovette essere sua." e nella nota scrive: "li troviamo a colori e varie proporzioni in altre chiese", riferendosi ai quattro della vita di Cristo, ma evidentemente non conosceva il bozzetto esposto alla mostra del 2015 con le due raffigurazioni di S. Zeno, sempre opera del Guadagnini. Quindi stilisticamente, come spiega Fusari, parte dei lavori sono di mano degli aiuti, anche se su cartoni del Guadagnini, come pure le sei medaglie a chiaroscuro, Franchini per i primi quattro e Chimeri per i due del patrono, eseguiti probabilmente dopo la morte del primo.





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