L'Incoronazione di Maria - 1879 ca. - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

L'Incoronazione di Maria - 1879 ca. - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Nel 1879 il Guadagnini è sempre a Passirano. Sembra quasi che da qui non voglia staccarsi. L'amicizia con la famiglia Guarneri lo porta ad eseguirne diversi ritratti per ricambiare la gentile accoglienza che da questi gli viene offerta. Negli anni della sua permanenza, a differenza degli altri artisti, Chimeri, Mora e gli operai del Travaglini che alloggiano presso i locandieri di Passirano, Giovanni Tonelli o Luigi Gilberti, Guadagnini alloggiava presso casa Guarneri. Qui i contatti con la famiglia erano costanti infatti oltre ai ritratti vi lasciò anche numerosi dipinti e bozzetti religiosi.
E' quasi certo che nel 1879 il Guadagnini realizzò la medaglia dell'Incoronazione di Maria. Stando alla relazione di spesa del capo mastro, il ponteggio occupava quasi la metà della navata, e qui vi lavoravano i pittori e i doratori fratelli Mora di Bergamo. Dai documenti d'archivio i fratelli Mora compaiono nel 1882, precedentemente si parlava degli indoratori senza riferimento al loro nome. Anche dell'Incoronazione di Maria non c'è cenno, si presuppone che il ponteggio essendo stato preparato per la metà della navata, fosse stata eseguita anche quella scena con le altre decorazioni che la circondano.
L'impostazione dell'Incoronazione di Maria il Guadagnini l'aveva già eseguita anche a Maderno, a Averana e a Monno utilizzando la stessa scena ma con tema diverso, l'Assunta. L'impianto è simile, gli angeli svolazzanti che circondano e sorreggono Maria mentre la Trinità le colloca la corona sul capo. La stessa scena, con Maria sorretta da angeli e con la Trinità nell'atto dell'incoronazione, il Guadagnini l'aveva eseguita a Cimbergo nel 1863 e successivamente a Breno nel 1871-72, dove eseguì pure la Trasfigurazione che vedremo in seguito. Nella scena dell'Incoronazione, "l'artista si è ispirato alla splendida Incoronazione della Vergine, dipinta da Moretto negli anni Quaranta del Cinquecento per la chiesa cittadina dei Santi Nazaro e Celso, che rilegge in limpidissima luce e con correttissimo spirito accademico", scrive don Fusari.
Come già accennato, don Felini nel 1879 abbandonava la vita terrena per quella divina. Della sua morte non abbiamo necrologi particolarmente importanti come si usava un tempo, ma le semplici parole dell'Economo don Giovan Battista Ceni che scriveva: "era arciprete meritissimo di questa parrocchia che resse per 34 anni. Lo distinse una vita intemerata, severità di principi, forza e coltura di mente non ordinaria." Sulla lapide che chiudeva le sue spoglie, distrutta dai parenti nel 1933, portava questa epigrafe in latino tradotta da don Falsina: "A G. Battista Felini, cultore solerte e dotto di ottimi studi sacri e di belle arti. Lo seguirono fino al sepolcro la giustizia, l'integrità della vita e la ferma fede. Visse 77 anni di cui 34 nel governo pastorale. Qui posto, lo piangono con mestizia grande i parrocchiani e i nipoti. 8 settembre 1879."
Gli succedette, con bolla papale di Leone XIII del 10 gennaio 1880, don Ezechiele Davini di Remedello già parroco a Camignone, e il 9 aprile dello stesso anno fu accolto dai passiranesi con mortaretti ed accompagnato a Passirano sotto la pioggia sulla carrozza di don Giovanni Giordani cappellano del legato passiranese Buccelleni-Fenaroli.


G.B. Guarnei - 1880 ca. - olio su tela cm. 63x53 - coll. privata - (esposto a Passirano alla mostra

G.B. Guarnei - 1880 ca. - olio su tela cm. 63x53 - coll. privata - (esposto a Passirano alla mostra "Antonio Guadagnini a Passirano 1877-1883" allestita dal GASP nel 2015)

Francesco Guarneri - 1880 ca. - olio su tela cm. 60x50 - coll. privata

Francesco Guarneri - 1880 ca. - olio su tela cm. 60x50 - coll. privata - (esposto a Passirano alla mostra " "Antonio Guadagnini a Passirano 1877-1883" allestita dal GASP nel 2015)

Giovanni  Guarneri - 1880 ca. - olio su tela cm. 65x53 - coll. privata

Giovanni Guarneri - 1880 ca. - olio su tela cm. 65x53 - coll. privata - (esposto a Passirano alla mostra "Antonio Guadagnini a Passirano 1877-1883" allestita dal GASP nel 2015)

L'ing. Ferrari - 1880 ca. - olio su tela cm. 64x48 - coll. privata

L'ing. Ferrari - 1880 ca. - olio su tela cm. 64x48 - coll. privata - (esposto a Passirano alla mostra "Antonio Guadagnini a Passirano 1877-1883" allestita dal GASP nel 2015)

G. B. Ceni - 1880 ca. - olio su tela cm. 650x50 - coll. privata

G. B. Ceni - 1880 ca. - olio su tela cm. 650x50 - coll. privata - (esposto a Passirano alla mostra "Antonio Guadagnini a Passirano 1877-1883" allestita dal GASP nel 2015)

Madonna leggente - 1880 ca. - olio su tela cm. 83x60 - coll. privata

Madonna leggente - 1880 ca. - olio su tela cm. 83x60 - copia del dipinto eseguito nel 1841 - coll. privata - (esposto a Passirano alla mostra "Antonio Guadagnini a Passirano 1877-1883" allestita dal GASP nel 2015)

La Sacra Famiglia - 1880 ca. - olio su tela cm. 57x47 - coll. privata

La Sacra Famiglia - 1880 ca. - olio su tela cm. 57x47 - coll. privata - (esposto a Passirano alla mostra "Antonio Guadagnini a Passirano 1877-1883" allestita dal GASP nel 2015)

Antonio Guadagnini ritrattista lo avevamo già conosciuto nei suoi primi lavori accademici. A Passirano, come ci descrive don Falsina, ritrasse ad affresco varie personalità dell'epoca ed altrettante ad olio. I ritratti qui rappresentati son stati esposti alla mostra del 2015 organizzata dal GASP, ma come scrive sempre Falsina, sicuramente molti altri furono eseguiti durante la sua permanenza.
Deduciamo che se a Passirano ha lasciato numerosi ritratti, sicuramente anche negli altri paesi che lo hanno avuto ad abbellire la propria chiesa, avrà avuto modo di ritrarre persone del luogo o dipingergli le Madonne a lui care. Sarebbe interessante poter ampliare il regesto delle sue opere aggiungendo anche quei dipinti che sono sfuggiti all'elenco che il Valzelli ha redatto nel suo libro del 1991. Don Falsina nella Storia di Passirano accenna ai bozzetti degli evangelisti ricercati per poter avere riferimento su come fosse in origine l'evangelista Giovanni che doveva essere rifatto dal Trainini. Falsina lo trova applicato sul retro di uno dei ritratti eseguiti alla famiglia Guarneri, ma purtroppo ora si ignora la collocazione. Nelle immagini qui riprodotte ci sono i rappresentanti illustri della famiglia Guarneri e Giovan Battista Ceni esponente dell'antica famiglia.
I passiranesi hanno quindi l'onore di poter ammirare gli affreschi nella chiesa parrocchiale e i ritratti dei loro antenati eseguiti dal pittore di Esine.
Tra gli altri dipinti esposti alla mostra del 2015 vi erano anche due oli a tema religioso. La Sacra Famiglia, di carattere seicentesco, e la Madonna leggente di cui esiste una copia, ma di diverse dimensioni, già esposta in queste pagine, in collezione privata.


San Zeno predicatore e san Zeno legislatore - 1880 ca. - olio su tela cm. 60x36 - coll. privata - (esposto a Passirano alla mostra

San Zeno predicatore e san Zeno legislatore - 1880 ca. - olio su tela cm. 60x36 - coll. privata - (esposto a Passirano alla mostra "Antonio Guadagnini a Passirano 1877-1883" allestita dal GASP nel 2015)

Consegna delle chiavi - 1880 ca. cm. 21x22 - coll. privata - (esposto a Passirano alla mostra

Consegna delle chiavi - 1880 ca. cm. 21x22 - coll. privata - (esposto a Passirano alla mostra "Antonio Guadagnini a Passirano 1877-1883" allestita dal GASP nel 2015)

Consegna delle chiavi - 1880 ca. cm. 31x32 - coll. privata)

Consegna delle chiavi - 1880 ca. cm. 31x32 - coll. privata

La Samaritana al pozzo - 1880 ca. - olio su tela cm. 21x22 - coll. privata - (esposto a Passirano alla mostra

"La Samaritana al pozzo - 1880 ca. - olio su tela cm. 21x22 - coll. privata - (esposto a Passirano alla mostra "Antonio Guadagnini a Passirano 1877-1883" allestita dal GASP nel 2015)

Nel 1879, il Guadagnini lavorava alla parte a mezzodì della volta.
Scopriamo dalle varie descrizioni redatte da Ignazio Presti o dallo stesso mastro Tommaso Delbono che la sgrossatura delle arcate fu di metri quadri 90. Quella della volta di mq. 268,72. Sgrossatura dell'area semicircolare sopra l'ingresso di mq. 35,71. Il cornicione era di metri 86,13. Sgrossatura delle lesene e delle pareti, senza la parte includente i confessionali, pulpito, battistero di mq. 276. Sgrossatura dello zoccolo sopra il cornicione, mq. 43,06. "Cornicetta di imposta alle arcate degli altari, metri 37,30. Liste contornanti i chiaroscuri, pitture, triangoli, cella S. Rocco, bussola ed altare", metri 142,38.
Con queste descrizioni possiamo renderci conto di quanto lavoro si dovette fare per poter dare vita alla nostra chiesa. Tutto questo lavoro precedeva o veniva eseguito in concomitanza con i lavori del pittore che realizzava gli affreschi precedentemente stabiliti a tavolino con il parroco don Ezechiele Davini. Lo immaginiamo mentre descrive i bozzetti delle medaglie o dei chiaroscuri che portava sempre con se da Esine, o che aveva elaborato la sera prima in casa Guarneri.
E' il caso della Consegna delle chiavi a San Pietro qui raffigurato, che ci illustra la scena anche a colori. Il bozzetto, come osserva Valzelli, è "desunto da un cartone del Diotti all'Accademia Carrara (per l'affresco sulla parete sinistra del presbiterio di Cremona) e servito per il chiaroscuro di Passirano." Oppure La Samaritana al pozzo, anch’esso per il chiaroscuro di Passirano.
Di questo, in collezione privata c'è anche il cartone di dimensione dell'affresco eseguito nella chiesa di Nadro e di Cividate. E' interessante il bozzetto con le due scene congiunte raffiguranti San Zeno predicatore e legislatore. Guadagnini lo realizzò appositamente per Passirano e probabilmente le due scene furono eseguite dal successore di Ovidio Franchini, che l'8 maggio del 1880 era deceduto, Carlo Chimeri, giovane affreschista di Crema.
Dalla documentazione d'archivio, il Chimeri inizia a percepire compensi nel 1882, questo conferma che il capomastro aveva eseguito i lavori di sistemazione dell'arcata del presbiterio e dei rispettivi pilastri di sostegno, negli anni che precedono i lavori ai chiaroscuri di San Zeno, cioè dal 1881 al 1882.


L'Incoronazione di Maria - 1880 ca. - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

La Trasfigurazione - 1881 ca. - affresco - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Il volto della navata della chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Il volto della navata della chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Se consideriamo il lavoro di ristrutturazione dei pilastri che sostengono l'arcata del presbiterio terminata indicativamente nel 1880 circa, possiamo concludere ultimato nel 1881 l'affresco della Trasfigurazione. La scena come già detto, il Guadagnini l'aveva già eseguita anche a Rovato dove Cristo Mosè ed Elia, a differenza dell'affresco di Passirano, sono circondati da angeli. Nella nostra chiesa la scena è sobria ma di efficace effetto, infatti il fedele che entrando in chiesa alza gli occhi alla volta, si trova a dover portarsi verso il presbiterio ed osservarla da qui verso le pareti per visualizzarla al meglio. In questo modo l'osservatore avrà contemporaneamente anche la visione della Risurrezione nella cupola del presbiterio. Il Guadagnini sapeva presentare in modo geniale le sue raffigurazioni.
Il prof. Fusari nella sua descrizione dei lavori del Guadagnini a Passirano, dove unisce tutto il lavoro nel concetto della gloria, così scrive: "L'aggregazione tematica, [...] parte dalla medaglia della Trasfigurazione: l'episodio evangelico è raccontato come l'anticipazione per i discepoli della visione della gloria di Cristo, ma, nella redazione di san Luca, Gesù discorre con Mosè ed Elia della sua passione. E' questo l'elemento che definisce il concetto di gloria per Cristo ed è rintracciabile sia nell'Adorazione dei Magi, dove l'omaggio regale della mirra nasconde la prefigurazione della morte di Cristo che, nell'inno dei Vespri dell'Epifania, è chiamata annuncio “dell'uomo deposto dalla croce”, testo questo conosciuto dagli ecclesiastici e fin troppo facile per creare il rimando con la Deposizione dalla croce del catino absidale che fronteggia l'Adorazione dei Magi".
Sempre nell'anno successivo alla conclusione degli importanti lavori di ristrutturazione dell'arcata del presbiterio, sicuramente furono eseguiti i due Dottori della Chiesa, San Girolamo e Sant'Agostino, che si trovano proprio a ridosso dell'arcata, e così pure i due chiaroscuri con San Zeno.


San Carlo Borromeo comunica gli appestati - 1881 ca. - affresco cm. 305x183 - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

San Carlo Borromeo comunica gli appestati - 1880 ca. - affresco cm. 305x183 - chiesa di San Zenone - Passirano (BS)

Il Guadagnini, probabilmente nell'anno in cui il capo mastro Delbono con i suoi operai eseguivano i lavori di consolidamento dei pilastri e dell'arcata, prese mano all'affresco sull'altare di San Carlo. Su questo altare era collocata originariamente la tela raffigurante i Santi Carlo Borromeo, Gaetano da Thiene (come scritto da don Falsina e riconfermato dalla prof.ssa Fiorella Frisoni nel 2018) e Antonio da Padova dell'artista bolognese, ma d'adozione bresciana nato nel 1650, Domenico Carretti, databile nel 1686/1698 dalla prof.ssa Frisoni. Non sappiamo come mai don Ezechiele Davini abbia deciso la sostituzione di questa tela con un affresco, probabilmente ciò è dato alla natura stessa della grande tela, di origini seicentesche, risultava forse troppo scura o forse aveva bisogno di intervento di restauro e si preferì spostarla nella chiesina della Maternità.
Sorte peggiore successe all'Ultima Cena di Stefano Viviani, firmata e datata 1616, accantonata nel "cosiddetto cimitero" e poi dispersa sotto il parrocchiato di don Bonzanini. Forse a Passirano qualcuno si ricorda di quella tela malconcia ma di notevole importanza trattandosi dell'eredità dall'antica chiesa dedicata a San Zeno.
Ritornando all'affresco di San Carlo, realizzato dal nostro pittore, così lo scrive don Falsina nella sua Storia di Passirano: "il Guadagnini affrescò la Comunione di San Carlo a un'appestata, di cui resta lo schizzo ad olio in casa Guarneri [poi donato a don Piero Pea, parroco di Ospitaletto]. L'inferma s'alza sul pagliericcio intenta al S. Cardinale che tiene la pisside e depone sulle labbra la sacra particola. Due chierici in cotta tengono i vasetti degli Olii santi ed un cero, un curioso si trattiene a guardare dalla soglia della stanza, e un sacerdote in nero si allontana con un bimbo tra le braccia."
Probabilmente i passiranesi dei primi anni del novecento, leggendo questa descrizione, aggiunsero a don Falsina quel che la memoria aveva tramandato e lui nelle pagine successive scrive: "Nell'affresco di San Carlo, l'inferma rappresenta la paziente e venerata maestra Faustini che fu davvero per tanto tempo con esemplare rassegnazione confinata a letto." e nella nota aggiunge "Prima fu confinata rattrappita sopra una sedia dove occupò le mani contratte nei numerosi pizzi per la chiesa poi fu per molti mesi a letto e morì... ". Nella descrizione dell'affresco continua: "e il sacerdote che sulla porta tiene un bambino, il curato d. G. Battista Ceni."
Un altro personaggio è riconosciuto dai passiranesi, e Falsina lo aggiunge di pugno nella sua bozza della storia: "Alla porta che si tappa il naso il giovane G.B. Guarneri che fu poi notaio e presidente dei notai, sindaco, podestà e commendatore."
Nel dialogo di fantasia presentato dai componenti della compagnia teatrale di Passirano nel 2015 durante la mostra sul Guadagnini, don Ezechiele Davini oncludeva dicendo: "I passiranesi saranno orgogliosi del lavoro del maestro Antonio Guadagnini, e lo ricorderanno nei secoli con calore e ammirazione."
Concludiamo oggi con queste parole con la speranza che questa lunga ricostruzione aiuti a ricordarlo.





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