Santella - 1883 ca. - affresco - Passirano (BS)

Santella - 1883 ca. - affresco - Passirano (BS)"

Scena di caccia - 1883 ca. - affresco - Palazzo Guarneri - Passirano (BS)

Scena di caccia - 1883 ca. - affresco - Palazzo Guarneri - Passirano (BS)"

A Passirano il Guadagnini terminati i lavori nella parrocchiale, rende omaggio alla famiglia che l'ha ospitato in questi anni di permanenza con due affreschi, una Immacolata e una Scena di Caccia. La Scena di Caccia, il Valzelli così la descrive: " Nella lunetta sotto il portico della bella dimora, il Guadagnini ha reso omaggio alla cortesia della famiglia che lo ha ospitato, mentre affrescava la chiesa parrocchiale, con un dipinto di genere venatorio ispirato al paesaggio della Franciacorta (Monticelli Brusati o Valenzano?). Vi sono ritratti un giovane e un ragazzo - Battista e Giacomo Guarneri probabilmente - in attitudine naturale, ma potrebbero essere gli stessi che l'artista ha collocato, in vesti adeguate e più avanti in età, nei medaglioni della navata ispirati a scene evangeliche."
Il Falsina nella sua storia scrive: "All'amico Francesco [Guarneri] donò poi anche l'affresco sotto il portico: una scena di caccia pei due piccoli figli, che saranno poi il Notaio Comm. G. Battista e il Cav. Giacomo."
Nel repertorio pittorico del Guadagnini, non mi risulta ci siano scene ad affresco con vedute in esterno, e questa è di ottimamente costruita dove i personaggio, anche se in posa, si adattano all'ambiente circostante rendendo chiaro il soggetto interpretato.
L'affresco della Santella il Falsina lo descrive nelle annotazione di propria mano. "Affresco ottocentesco del capitello di casa Guarneri già Lana-Terzi. Venne ipotizzato opera del camuno Guadagnini. Restaurato dal pittore Mario Pescatori, non resse all'aperto, per cui cadde con il relativo tabernacoletto nella isolante recinzione del palazzo e adiacenze, con l'attuale grandiosa cancellata."


Incoronazione della Vergine con i Santi Stefano e Lorenzo - 1880 - olio su tela cm. 200x135 - chiesa della SS. Trinità - Irma (BS)

Incoronazione della Vergine con i Santi Stefano e Lorenzo - 1880 - olio su tela cm. 200x135 - chiesa della SS. Trinità - Irma (BS)

San Lorenzo - 1880 - olio su cartone cm. 60x60 - coll. privata

San Lorenzo - 1880 - olio su cartone cm. 60x60 - coll. privata

Gloria di San Luigi Gonzaga - 1880 - olio su tela cm. 310x180 - chiesa dei SS. Pietro e Paolo - Provaglio d'Iseo (BS)

Gloria di San Luigi Gonzaga - 1880 - olio su tela cm. 310x180 - chiesa dei SS. Pietro e Paolo - Provaglio d'Iseo (BS)

Il nostro pittore non si concede pause. Durante il periodo che a Passirano si procedeva alla sistemazione dei pilastri e all'arcata del presbiterio, approfitta per soddisfare le commissioni di due pale d'altare, una a Irma, un paesino in Val Trompia prima di Bovegno, e una a Provaglio d'Iseo.
A Irma esegue l'Incoronazione della Vergine con i Santi Stefano e Lorenzo. "Pala pervasa di grazie, sull'altare maggiore, in un tripudio di angioletti attorno alla Trinità e alla Madonna, con i due santi diaconi ispiranti il fascino della loro giovinezza consacrata al martirio. E' il Guadagnini risoluto e mirabile della maturità". Scrive il Valzelli.
A Provaglio d'Iseo esegue la pala di San Luigi Gonzaga per il primo altare di sinistra della chiesa parrocchiale. Qui il Santo è presentato in estasi consacrato alla sua fede, contornato da angioletti che in pose studiate descrivono la sua devozione, leggendo, soffrendo e glorificandolo con gioia. Gli angioletti che lo sorreggono ricordano la scena tanto apprezzata dal Guadagnini, L'Incoronazione della Vergine dove angeli più grandi sorreggono Maria.
Nel 1880 esegue anche un piccolo San Lorenzo, ora in collezione privata. Il Valzelli così descrive il cartone: "Ancora ben conservata, la fresca e soave immagine del giovane diacono condannato al supplizio del fuoco fu regalata dal Guadagnini a Pietro Adami, segretario comunale di Arzago durante la dominazione austriaca e poi con il Regno d'Italia. La morbida e cantante pittura - che ha nell'ocra rossa della tunica, dalle impunture d'argento, il suo fulcro d'accensione - è sicuramente da accostare per raffinatezza, nell'ispirazione e nel tempo, alla pur bella pala dei diaconi di Irma."


Ritratto di Battistino Guadagnini - 1883 ca. - olio su tela cm. 27x27 - coll. privata

Ritratto di Battistino Guadagnini - 1883 ca. - olio su tela cm. 27x27 - coll. privata

Ritratto di Battistino Guadagnini - 1883 ca. - affresco riportato cm. 53x47 - coll. privata

Ritratto di Battistino Guadagnini - 1883 ca. - affresco riportato cm. 53x47 - coll. privata

Ritratto di Battistino Guadagnini - 1883 ca. - olio su tela cm. 25x20 - coll. privata

Ritratto di Battistino Guadagnini - 1883 ca. - olio su tela cm. 25x20 - coll. privata

Nella cronologia redatta dal Valzelli, nel 1883 sono elencati tre ritratti di Battistino Guadagnini, pronipote dell'artista "Battistino di Antonio Guadagnini passato tra gli angeli a 3 anni e mezzo nel marzo 1883", come scritto nell'effige del piccolo affresco riportato su tela raffigurante un angioletto. Era figlio del nipote Antonio figlio del fratello Oberto sposato con Maria Biasini. Del ramo di Giò Antonio, il padre del pittore, l'unico che dette origine ad una discendenza fu il fratello Giovan Battista che aveva lasciato in tenera età due figlie ed un figlio, Maria, Adeodata e Giosuè che ebbe discendenza col figlio G. Battista e di seguito Giuseppe nel 1930 con il ramo di Gussago.
Il Guadagnini non essendosi sposato era molto attaccato ai nipoti, infatti si era preso cura dei figli del fratello Battista, morto ammazzato da dei briganti all'età di 27 anni. Aveva pagato gli studi della figlia Adeodata, nell'istituto delle Suore di S. Dorotea a Cemmo, e si era ripromesso di far accogliere le orfanelle presso il Conventino di Lovere.


Madonna col Bambino - 1883 - olio su tela cm. 68x53 - coll.privata

Madonna col Bambino - 1883 - olio su tela cm. 68x53 - coll.privata

Madonna col Bambino - 1883 - olio su tela applicata cm. 33,5x25 - coll.privata

Madonna col Bambino - 1883 - olio su tela applicata cm. 33,5x25 - coll.privata

S  - coll. privata

Sacra Famiglia - 1883 - carboncino su cartone cm. 118x100 - coll. privata

San Giuseppe - 1883 - olio su cartone cm. 33x25 - coll. privata

San Giuseppe - 1883 - olio su cartone cm. 33x25 - coll. privata

Studio per San Giuseppe - 1883 - carboncino su carta cm. 54x54 - coll. privata

Studio per San Giuseppe - 1883 - carboncino su carta cm. 54x54 - coll. privata

Sempre nel 1883, forse per ricordare meglio il pronipote scomparso, realizza un dipinto ad olio su tela titolato dall'Ameraldi "Madonna bionda" dove il bimbo è sempre la riproduzione del piccolo Battistino in braccio alla giovane madre, la moglie del nipote Antonio, Chiara Bontempelli. Il Valzelli scrive che "si può pensare a una idealizzazione dell'amore materno composta per lenire il pianto effuso sulla scomparsa del bambino." La stessa scena la ritroviamo nella Sacra Famiglia, un carboncino su cartone in collezione privata, raffigurante la Sacra Famiglia. Di questo disegno sempre il Valzelli scrive: "Da siffatto disegno autentico del Guadagnini è misteriosamente sortito, seppure coi personaggi in positura opposta, il dipinto firmato 'tout court' dallo Spinelli, collocato nella cappella del Santo Iesus in Santa Maria Immacolata delle Grazie a Bergamo."
Sempre per ricordare il pronipote, a completare il disegno della Sacra Famiglia, anche lo studio di San Giuseppe dove sono "riconoscibili, nel Santo, le fattezze del nipote del pittore, Antonio Guadagnini, padre del compianto Battistino."


Martirio di Sant'Andrea - 1883 - affresco cm. 445x280 - chiesa di Sant'Andrea Apostoli - Malegno (BS)

Martirio di Sant'Andrea - 1883 - affresco cm. 445x280 - chiesa di Sant'Andrea Apostoli - Malegno (BS)

Secondo la cronologia del Valzelli, il 1883 è stato un anno prolifico di dipinti ad olio e di bozzetti. Questo è almeno quel che nel tempo ci è stato identificato come lavoro del Guadagnini. C'è comunque anche un affresco, quello realizzato per la chiesa di sant'Andrea apostolo di Malegno. L'affresco di Malegno è sull'altare maggiore e ha sostituito la vecchia pala. Vieni qui rappresentato il Martirio di Sant'Andrea in una posizione insolita dove il Santo anziché essere raffigurato "confitto ai legni in forma di X, ' qui pende dalla classica croce del Cristo, in uno scenario che per più toni ci richiama inistentemente alla Croce del Calvario. Certo il Gudagnini amava e luce e colore e ben si curò di rendere anche in quel momento di supremo dolore, nella tragedia del martirio, la gioiosa accettazione della morte come termine necessario per accedere alla vita, come pace dei sensi...'", riporta il Valzelli le parole del Rizzi. L'affresco oltre ad essere di grandi dimensioni, è anche firmato e datato, "e a sinistra dietro il baffuto centurione, il pittore si è autoritratto in età canuta."


La Basgiotera - 1883 - olio su tela cm. 100x76 - coll. privata

La Basgiotera - 1883 - olio su tela cm. 100x76 - coll. privata

La Basgiotera - 1883 - olio su tela cm. 31,5x23 - coll. privata

La Basgiotera - 1883 - olio su tela cm. 31,5x23 - coll. privata

Ritratto di Caterina Gaioni - 1883 - olio su tela cm. 49,5x39,5 - coll. privata

Ritratto di Caterina Gaioni - 1883 - olio su tela cm. 49,5x39,5 - coll. privata

Continua nel 1883 l'esecuzione di piccoli ritratti forse a soddisfare le richieste di amici e parenti o per lasciare ricordo della sua opera oppure per lui stesso ricordare le persone care. E' sempre del 1883 la composizione materna della Basgiotera, "una giovane friulana, venditrice di ciotole - come dice il titolo, nel dialetto di Esine - trattenuta dal Guadagnini per tre giorni..." La giovane modella tiene in braccio il piccolo Battistino, precocemente scomparso. "Il dipinto è impostato tutto su scansioni di grigio che nella veste si fa perlaceo. Solo il viso della donna appare rifinito nell'incarnato." Il Guadagnini, oramai maturo, si sperimenta in nuove soluzioni come nel secondo ritratto della giovane modella dove l'esecuzione "è giocata su toni tenui e suggestivi, tali da richiamare tecnicamente la pastosità propria del pastello."
Un altro ritratto è quello della prima moglie di G. Battista, nipote del fratello di suo padre Antonio. Caterina Gaioni sarà la prima moglie di G. Battista di Cogno, sposata nel 1883 e deceduta in giovane età. Era probabilmente il regalo di nozze che il Guadagnini lasciava come suo ricordo. Egli era molto apprezzato da parenti e compaesani come lo è tutt'ora. Dopo tanti anni, il suo ricordo, negli abitanti Esine, è celebrato ad ogni anniversario come un evento importante. La piccola comunità di Esine ha saputo dare senso alla 'memoria' come punto importante per la costruzione di un futuro migliore.
A Passirano il 3 gennaio 1883 l'architetto Antonio Tagliaferri esprime il suo "debole parere sopra alcune opere decorative state testè eseguite in codesta Parrocchia." Egli non è soddisfatto del contorno alla nicchia di San Rocco e "I due medaglioni a chiaroscuro, ultimamente eseguiti [San Zeno predicatore e legislatore] sono riusciti di una intonazione assai più fredda e plumbea degli altri..." Da quest'ultima annotazione possiamo presupporre che i due chiaroscuri siano stati eseguiti dal Chimeri, mentre gli altri dal Franchini, sempre su disegno del Guadagnini. E continua "I pilastri a fianco delle cantorie, stati ultimati a stucco lucido imitanti il marmo Bardiglio [...] sarebbe stato meglio se si fosse imitato il marmo di Rezzato." Al punto 4 scrive che le cornici in stucco attorno ai medaglioni degli angeli non legano con quelle sottostanti delle reliquie. Al punto 5 elogia la realizzazione dell'altare "disegnato dal Vantini". E conclude con un elogio unanime a tutti gli artisti che "hanno lavorato ed interpretato il mio progetto."





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