Transito di San Giuseppe - 1884 -affresco cm. 280x180 - chiesa di S. Maria Assunta - Cividate Camuno (BS))

Transito di San Giuseppe - 1884 -affresco cm. 280x180 - chiesa di S. Maria Assunta - Cividate Camuno (BS)"

Con il 1884 riprende i lavori ad affresco. Esegue per la chiesa parrocchiale di Cividate Camuno, "in sostituzione di una mediocre tela dello Scalvini" il Transito di San Giuseppe. Guadagnini lo esegue nell'estate del 1884, ma viene inaugurato nel 1893 "come ricorda una iscrizione sul fastigio in occasione del giubileo episcopale di papa Leone XIII". E' un affresco che abbiamo già visto a Villa di Lozio nella parrocchiale, dove il Guadagnini lo aveva recuperato da un bozzetto che il maestro Diotti aveva dato agli allievi durante le lezioni. Sicuramente la cartella con i bozzetti che il pittore teneva nello studio era ricca di idee. A Lozio aveva affrescato nel 1849, e quasi 40 anni dopo riprende lo stesso tema a Cividate con buona precisione di particolari.


Gli Evangelisti - 1884 - affresco - chiesa die SS. Pietro e Paolo - Villa di Lozio (BS)

Gli Evangelisti - 1884 - affresco - chiesa die SS. Pietro e Paolo - Villa di Lozio (BS)

Gli Evangelisti - 1884 - affresco - chiesa die SS. Pietro e Paolo - Villa di Lozio (BS))

Gli Evangelisti - 1884 - affresco - chiesa die SS. Pietro e Paolo - Villa di Lozio (BS)

Gloria di San Pietro - 1884 - affresco - chiesa die SS. Pietro e Paolo - Villa di Lozio (BS)

Gloria di San Pietro - 1884 - affresco - chiesa die SS. Pietro e Paolo - Villa di Lozio (BS)

Gloria di San Paolo - 1884 - affresco - chiesa die SS. Pietro e Paolo - Villa di Lozio (BS)

Gloria di San Paolo - 1884 - affresco - chiesa die SS. Pietro e Paolo - Villa di Lozio (BS)

L'Incoronazione della Vergine - 1884 - affresco - chiesa die SS. Pietro e Paolo - Villa di Lozio (BS)

L'Incoronazione della Vergine - 1884 - affresco - chiesa die SS. Pietro e Paolo - Villa di Lozio (BS)

Dopo l'esperienza di Passirano, il Guadagnini riprende con l'affresco in volta nella chiesa dei SS. Pietro e Paolo a Villa di Lozio.
Lozio è un piccolo comune dove nel tempo del Guadagnini erano censiti circa 1000 abitanti che ai giorni nostri si sono ridotti ad una piccola comunità di circa 400. Per arrivare al paese bisogna inerpicarsi lungo la provinciale da Malegno per 14 chilometri attualmente percorribili in 30 minuti, ma al tempo dei lavori di abbellimento della parrocchiale, il nostro Guadagnini doveva impiegarci almeno 3 ore. Quando il pittore di Esine accetta la commissione, la chiesa era stata sistemata da poco. Questa chiesa, come la maggior parte, era stata ampliata già alla fine del XVII secolo, e nell'800 "don Zanetti fece alzare da Giacomo Pollini la volta della chiesa e ampliare il presbiterio. A questo sacerdote si devono inoltre molteplici lavori eseguiti tra il 1866 e il 1868: l'abbassamento del sagrato per togliere la scala di quattro gradini con la quale si scendeva in chiesa; l'allargamento della sagrestia; l'abbassamento del pavimento e il suo rifacimento in cotto e quindi il collocamento di un gradino davanti ai tre altari". E nel "1878 è stata allungata e ammodernata dal parroco Stefano Dò che rifece anche la facciata".
I lavori del Guadagnini comprendono le medaglie della volta con i pennacchi. Nel catino dell'abside realizza l'Annunciazione e vi lascia la firma "Ant'. Guadagnini f. 1884". "Nel grande ovale sul presbiterio l'Incoronazione di Maria, trasposizione in senso verticale di quella dipinta a Breno, e nei pennacchi gli Evangelisti". Nella navata realizza gli ovali con la Gloria dei due santi a cui è dedicata la chiesa, San Pietro e San Paolo, con nei pennacchi gli Apostoli.
Il Panazza gli aveva attribuito anche la pala dell'altare maggiore, ma risulta datata e firmata da "Geroni Albino f. 1862".


San Giuseppe in Gloria con Sam Gregorio Barbarigo - 1884 - olio su tela cm. 350x205 - chiesa del Galgario (BG)

San Giuseppe in Gloria con Sam Gregorio Barbarigo - 1884 - olio su tela cm. 350x205 - chiesa del Galgario (BG)"

Dal piccolo paesino di Lozio, il Guadagnini si sposta a Bergamo nella chiesa del Galgario dove esegue la pala di San Giuseppe in gloria con San Gregorio Barbarigo. Gli fu commissionata dal Capitolo della cattedrale di Bergamo "in sostituzione di quella del calabrese La Piccola, e poi relegata in una sacrestia, la pala è ora esposta nella chiesa del convento dove visse il pittore fra' Vittore Ghislandi." Il Valzelli riporta una nota giovanile del Pagnoni: "A San Carlo si preferì San Giuseppe, certo in omaggio al decreto dell'8 dicembre 1870, con la quale Papa Pio IX lo aveva dichiarato patrono della Chiesa Universale. Ma ognuno vede quanto il Guadagnini abbia mancato alla fiducia .... Qui la composizione si risolve piuttosto in dispersione anche spirituale, sottolineata da scialba macchinosità e da squallore pittorico. Il Barbarigo in particolare, per nulla astratto, denuncia con acuta asprezza l'infelicità della scelta del modello, legnoso ed inespressivo.... la tela appare come la muta e sconsolata testimonianza di una parentesi di smarrimento estetico." Il giudizio è assai duro e male si addice ad un opera del Guadagnini. La gestualità del Cristo, lo sguardo sereno volto al padre terreno, denota una capacità d'interpretazione che il Guadagnini sa dare ai personaggi. La spiritualità trasuda dallo sguardo di Giuseppe che umilmente si affida al Figlio. Il Vescovo "legnoso" è tale per la personalità che viene descritta: rigido e severo come deve essere un superiore della Chiesa. Nel complesso il dipinto va letto per quel che deve rappresentare, non in una sdolcinata rappresentazione. San Gregorio, con le braccia tese e il volto rivolto allo spettatore, lo invita ad accostarsi all'esempio che Giuseppe nella sua beatitudine dona ai fedeli.


San Rocco - 1885 - affresco cm. 190x120 - cappella della Madonna Addolorata detta del Lazzaretto - Borno (BS)

San Rocco - 1885 - affresco cm. 190x120 - cappella della Madonna Addolorata detta del Lazzaretto - Borno (BS)

San Carlo comunica un'appestata - 1885 - affresco cm. 190x120 - cappella della Madonna Addolorata detta del Lazzaretto - Borno (BS)

San Carlo comunica un'appestata - 1885 - affresco cm. 190x120 - cappella della Madonna Addolorata detta del Lazzaretto - Borno (BS)

Davide profeta- 1885 - affresco cm. 130x100- cappella della Madonna Addolorata detta del Lazzaretto - Borno (BS)

Davide profeta - 1885 - affresco cm. 130x100 - cappella della Madonna Addolorata detta del Lazzaretto - Borno (BS)

Isaia profeta - 1885 - affresco cm. 130x100 - cappella della Madonna Addolorata detta del Lazzaretto - Borno (BS)

Isaia profeta - 1885 - affresco cm. 130x100 - cappella della Madonna Addolorata detta del Lazzaretto - Borno (BS)

Profeta - 1885 - affresco cm. 130x100 - cappella della Madonna Addolorata detta del Lazzaretto - Borno (BS)

Profeta - 1885 - affresco cm. 130x100 - cappella della Madonna Addolorata detta del Lazzaretto - Borno (BS)

Giacobbe profeta - 1885 - affresco cm. 130x100 - cappella della Madonna Addolorata detta del Lazzaretto - Borno (BS)

Giacobbe profeta - 1885 - affresco cm. 130x100 - cappella della Madonna Addolorata detta del Lazzaretto - Borno (BS)

Padreterno - 1885 - affresco - cappella della Madonna Addolorata detta del Lazzaretto - Borno (BS)

Padreterno - 1885 - affresco - cappella della Madonna Addolorata detta del Lazzaretto - Borno (BS)

La Pietà - 1885 - affresco cm. 190x215- cappella della Madonna Addolorata detta del Lazzaretto - Borno (BS)

La Pietà - 1885 - affresco cm. 190x215 - cappella della Madonna Addolorata detta del Lazzaretto - Borno (BS)

Con il nuovo anno, 1885, all'età di 68 anni, come per concedersi una villeggiatura, si appresta ad eseguire un breve ciclo di affreschi nella cappella della Madonna Addolorata detta anche Lazzaretto a Borno. La chiesina secondo la tradizione popolare fu costruita come ex-voto durante la peste bubbonica del 1630. Qui il Guadagnini riesce, pur in uno spazio ridotto, a dipingere delle scene già collaudate in altre sedi. Nel catino dell'abside il Padreterno con la colomba svolazzante sul capo. Sopra l'altare la Pietà, sulla falsa riga di quella nell'edicola di Passirano e "in contrapposta positura, quella su tela della lunetta nella sacrestia di Arzago d'Adda." A sinistra un San Carlo povero di particolari e a destra San Rocco "di fattura e di piglio popolaresco". Di fianco all'apertura delle finestre dipinge quattro profeti come quelli eseguiti nel duomo di Bergamo e di Breno.
A Passirano continuano i pagamenti ai lavori dell'indoratore Mora di Bergamo e la sentenza sui mancati pagamenti al Chimeri si sta concludendo. L'architetto Tagliaferri aveva stimato il lavoro del Chimeri e del Franchini in lire 1494.


Ritratto di Mons. Giacomo Maria Corna Pellegrini - 1885 - olio su tela cm. 53x45 - coll. privata

Ritratto di Mons. Giacomo Maria Corna Pellegrini - 1885 - olio su tela cm. 53x45 - coll. privata

Ritratto di Oberto Guadagnini - 1885 - olio su tela cm. 64x54 - coll. privata

Ritratto di Oberto Guadagnini - 1885 - olio su tela cm. 64x54 - coll. privata

Sempre nel 1885 realizza il ritratto di Giacomo Maria Corna Pellegrini da poco vescovo in Brescia, succeduto nel 1883 al Verzeri. Del 1884 è la Lettera Pastorale al clero ed al popolo che egli ha mandato a tutti i parroci, conservata nell'archivio parrocchiale di Passirano, dove inizia proprio col ricordare il suo predecessore scrivendo "Al Venerato Pastore e Padre, Girolamo Verzeri" di cui "ci saranno indimenticabili i documenti di sapienza e di pietà, con cui Egli per 33 anni, ed in tempi difficili, ha governato ed edificata questa grande Chiesa Bresciana."
Il Guadagnini l'aveva conosciuto durante la visita pastorale a Esine e aveva eseguito con "rapida fattura" il ritratto ora in collezione privata.
Un altro ritratto è da collocare in quell'anno, quello del fratello Oberto, "armaiolo, fervente patriota", che dopo lunga insistenza posò "quale figura di turco o magio per le rappresentazioni su tela o negli affreschi." Oberto è il terzo della famiglia che si sposò con Caterina Biasini e da cui ebbero 5 figli, Antonio, Maria, Maddalena, Margherita e Maria Angela. "Abitava e teneva officina nella casa di Via Soncino e possedeva sulla strada di Berzo la fucina detta Picansol attualmente, come la casa, proprietà dei suoi eredi Ameraldi."


Autoritratto - 1885 - olio su tela cm. 51x40 - coll. privata

Autoritratto - 1885 - olio su tela cm. 51x40 - coll. privata

San Giuseppe col Bambino - 1885 - olio su tela cm. 85x66 - coll. privata

San Giuseppe col Bambino - 1885 - olio su tela cm. 85x66 - coll. privata

Gli autoritratti del Guadagnini li abbiamo già visti in una esposizione precedente. Di questo autoritratto il Valzelli scrive: "Sono quasi settanta le primavere, s'indovina che il pittore è pago di sé, della nemea che si è fatto, e tira via secco perché lo attende altro lavoro: si limita, ancor prodigo di vitalità, a rigare di lapis il colletto della camicia." Con l'autoritratto il Guadagnini ci lascia il ricordo del suo essere fiero di essere stato un artista importante del suo tempo. Lo immaginiamo uomo buono e artista severo, sempre disponibile agli altri e pignolo nel suo lavoro. Ha dedicato le sue giornate su traballanti impalcature e le sere allo studio di figure e scene religiose. Poco tempo per lo svago perché la sua passione era l'arte che gli avrebbe creato quell'alone di fierezza che vediamo nei suoi autoritratti.
Diversamente i suoi personaggi trasmettono sensazioni di beatitudine e di pace come il San Giuseppe col Bambino del 1885 "stilisticamente approdo e sintesi di una carriera" dove sono"riscontrabili le sembianze del fratello Oberto e del piccolo Gian Battista" che abbiamo visto realizzati in altre pitture sacre. Per il Guadagnini il sacro era espressione delle beatitudini. Santi e Madonne che adorano o esaltano il loro credo.





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