Visione di Santa Margherita Alacoque - 1889 - olio su tela cm. 225x140 - chiesa del Sacro Cuore - Carpenedolo (BS)

Visione di Santa Margherita Alacoque - 1889 - olio su tela cm. 225x140 - chiesa del Sacro Cuore - Carpenedolo (BS)

La prima opera del 1889 il Valzelli la identifica con la Visione di Santa Margherita Alacoque di Carpenedolo. E' un olio su tela di dimensioni più piccole rispetto a quella di Castiglione delle Stiviere, ma praticamente identica. Il culto a questa santa come abbiamo già detto è legato al Sacro Cuore Gesù, e il dipinto si rifà alla visione ch'ella ebbe per 17 anni consecutivi fino alla morte. La Visione di Santa Margherita Alacoque è frequentemente usata come icona della devozione al Sacro Cuore.
In quell'anno a Passirano i fabbricieri dimissionari, Bosis, Venni e Valotti sono sostituiti da Boglioni, Bani e Faustini. La nuova Fabbriceria, chiuso l'inventario il 9 settembre, lamenta l'errata registrazione delle entrateuscite della precedente per spese di restauri alla chiesa, e si trova un debito di lire 10799,24 verso Venni Abramo (che aveva anticipato soldi per i restauri) in spese non completamente documentate. Dal rendiconto fatto dai nuovi fabbricieri, "...la somma che risulta abbastanza comprovata per le dette riparazioni e decorazioni rimane di lire 9268,54" e chiede al subeconomato di Chiari "di essere autorizzata a realizzare una cartella del debito pubblico del Regno d'Italia [...] onde col ricavato potere soddisfare il debito verso il signor Abramo Venni...".


Ritratto di Emilia Corna Pellegrini - 1889 - olio su tela cm. 59x51 - coll. privata

Ritratto di Emilia Corna Pellegrini - 1889 - olio su tela cm. 59x51 - coll. privata

Il Guadagnini oltre alla grande capacità nell'affresco in cupola è anche un ottimo ritrattista. Lo abbiamo visto realizzare numerosi ritratti dove principalmente erano i parenti che si mettevano in posa per lui. Il ritratto di Emilia Corna Pellegrini gli fu commissionato dal marito, un Marinoni, dopo la morte prematura che aveva colto la giovane moglie. "La gentildonna - detta 'la bella (o perla) del lago' - fu precocemente tolta al marito nel 1889. Il quadro venne commissionato 'post mortem' al Guadagnini, e poi contestatogli per non avere messo abbastanza in risalto l'avvenenza della defunta." Il Guadagnini oramai 72enne, offeso da quell'ingiusta critica, rifece l'opera "ligio fotograficamente all'effige pretesa..." e "quasi per rivalsa volle esporre in un'osteria, all'ammirazione degli esinesi, il dipinto primiero." L'addolorato marito provò più volte a pretendere il dipinto anche pagandolo a peso d'oro, ma l'artista non glielo consentì. Emilia Corna Pellegrini era nata a Pisogne nel 1860 e il suo ritratto si trova ora in un’altra collezione privata.


Orazione di Gesù nell'orto - 1891 - olio su tela - chiesa di A. Maria Maddalena - Tavernona (BG)

Orazione di Gesù nell'orto - 1891 - olio su tela cm. 240x120 - chiesa di A. Maria Maddalena - Tavernona (BG)

Visione di Santa Margherita Alacoque - 1891 - olio su tela cm. 240x120 - chiesa di S. Maria Maddalena - Tavernola (BG)

Visione di Santa Margherita Alacoque - 1891 - olio su tela cm. 240x120 - chiesa di S. Maria Maddalena - Tavernola (BG)

Dalla cronologia del Valzelli nell'anno 1890 non risultano opere eseguite dal pittore Guadagnini. L'età avanza e i lavori in cupola li lascia ad altri artisti. Nel 1891 esegue due tele per la chiesa di S. Maria Maddalena a Tavernole Bergamasca: l'Orazione di Gesù nell'orto sopra l'altare destro e la Visione di Santa Margherita Alacoque su quello di sinistra. Sono opere già viste in altre chiese che il nostro pittore esegue oramai con facilità. La sua mano è stanca ma il suo tratto deciso. Non inventa nulla, ma si limita a realizzare le scene elaborate più volte nella sua mente. Riesce a riempire gli spazi a disposizione collocandoci le medesime figure già eseguite con il risultato di un insieme perfettamente identico ai dipinti già elaborati. A Carpenedolo la Visione di Santa Margherita risulta debole mentre a Tavernole è carica di luce mistica dove il Cristo è posto più in alto quasi a delineare la sua personalità soprannaturale. La Santa inginocchiata su una semplice pedana a Carpenedolo, mentre a Tavernole un tappeto persiano la copre arricchendone il particolare.
Mentre il Guadagnini si lascia trasportare dalle pennellate delicate sulla tela delle pale di Tavernole, a Passirano l'organo è sottoposto a vari collaudi. L'ex fabbriciere Abramo Venni per recuperare i prestiti concessi alla Fabbriceria è costretto a sottoporre al Ministero di Grazia e Giustizia e dei Culti la situazione, ma gli viene risposto che "...apparisce infondata la domanda avanzata dal sig. Abramo Venni per ottenere il rimborso della somma di lire 10799,24 di cui egli [...] afferma di essere rimasto in credito." e viene consesso alla Fabbriceria di ridurre il debito a lire 9268,34. A nulla sono valse le dichiarazioni dei passiranesi sullo stato dell'organo vecchio e sull'esigenza di sostituirlo giustificando le spese in più sostenute dal Venni.


Immacolata - 1891 - olio su tela cm. 260x140 - chiesa di Santa Maria Assunta - Lovere (BG)

Immacolata - 1891 - olio su tela cm. 260x140 - chiesa di Santa Maria Assunta - Lovere (BG)

Immacolata - 1891 - olio su tela cm. 115x54 - coll. privata

Immacolata - 1891 - olio su tela cm. 115x54 - coll. privata

Immacolata - 1891 - olio su tela cm. 87x50 - coll. privata

Immacolata - 1891 - olio su tela cm. 87x50 - coll. privata

Immacolata - 1891 - olio su tela cm. 28x24,5 - coll. privata

Immacolata - 1891 - olio su tela cm. 28x24,5 - coll. privata

La delicatezza del tratto nei dipinti di Tavernola, la ritroviamo nell'Immacolata eseguita per la basilica di Santa Maria Assunta di Lovere. "Racchiusa in un'ancona settecentesca di legno dorato con intagli e trafori, la pala è stata commissionata da mons. Luigi Marinoni, al quale fece peraltro nel 1888 un ritratto [non reperito]. In tal modo - a trentasei anni di distanza - l'artista ha completato l'intervento nella cappella restaurata in seguito alla proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione."
Per lo stesso dipinto esegue più bozzetti in varie misure, uno di questi con la sola Madonna che con il piede sinistro schiaccia la testa al serpente, è stato acquistato dagli eredi di don Bortolo Maffolini, parroco a San Gaudenzio di Mompiano in Brescia, ed ora si trova in collezione privata. L'intera scena con angeli, di medie dimensioni, è il bozzetto che il pittore aveva eseguito come esempio per il lavoro della pala di Lovere ed infine un piccolo esempio di bravura è il viso della Madonna con gli occhi gonfi di beatitudine realizzato forse anch'esso come bozzetto per Lovere, ma di una qualità tale da presupporre opera finita. Entrambi questi due dipinti si trovano in collezioni private. Nel 2015, a Passirano, il viso della Madonna è stato esposto alla mostra sul Guadagnini.
Un breve appunto merita la mostra che è stata allestita a Passirano grazie all'intenso lavoro di un gruppo di volontari che per rendere partecipe la comunità all'esigenza di un restauro completo delle opere che abbelliscono la chiesa,sono riusciti ad unire un nutrito numero di opere messe a disposizione da privati che tutt'ora le conservano nelle loro abitazioni. Si trattava di bozzetti eseguiti dall'artista per le opere di Passirano, ma vi erano anche opere, come l'Immacolata, che nulla avevano a che fare con gli affreschi della chiesa di San Zenone, ma che dimostravano le vere qualità dell'artista di Esine. Tra queste anche le due Madonne, quella sopra descritta e quella eseguita nel 1862 come bozzetto per l'Immacolata di Caprino. Nell'esposizione furono esposti 4 autoritratti; 7 ritratti di personalità d'epoca; 9 dipinti a soggetto religioso; 9 bozzetti a carboncino e 7 bozzetti con scene per la chiesa di Passirano.
Sicuramente per la comunità di Passirano è stata un'occasione ghiotta per assaporare le opere dell'artista che conoscevano solo per gli affreschi sulle pareti della chiesa e mai avrebbero potuto vedere nella fase dello studio.
Speriamo che quell'esposizione sia stata utile alla sensibilizzazione verso questo grande artista, capace di affreschi in cupola quanto di ritratti e scenette di piccole dimensioni. E speriamo che sia servita a stimolare l'esigenza di un restauro completo di tutta l'opera del Guadagnini a Passirano.


Autoritratto - 1892 - olio su tela cm. 21x16 - coll. privata

Autoritratto - 1892 - olio su tela cm. 21x16 - coll. privata

Ritratto del maestro don Paolo Nodari - 1893 - olio su tela cm. 43x32 - coll. privata

Ritratto del maestro don Paolo Nodari - 1893 - olio su tela cm. 43x32 - coll. privata

Ritratto del maestro don Paolo Nodari - 1893 - olio su tela cm. 74x55,5 - coll. privata

Ritratto del maestro don Paolo Nodari - 1893 - olio su tela cm. 74x55,5 - coll. privata

Ritratto di Maria Guadagnini - 1893 - olio su tela cm. 46x34 - coll. privata

Ritratto di Maria Guadagnini - 1893 - olio su tela cm. 46x34 - coll. privata

Del 1893 è l'autoritratto con dedica al verso "Al mio caro amico Maggiore Angelo Fanti” che il Valzelli descrive "L'occhio ancor vispo del galletto, la papalina di velluto con la nappina d'oro, eccolo il Guadagnini che veleggia verso la ottantina." Occhio si vispo, ma certamente anche severo e attento al mutare nel tempo del suo essere artista e maestro di una generazione portata a dimenticarsi del passato. Lo sguardo quasi di rimprovero lo rende ancor più maestro di un passato che non tornerà mai più.
Sempre del 1893 è il ritratto post-morte del sacerdote don Paolo Nodari, elaborato in seguito “nel tentativo di vivificare il personaggio" in un ritratto a mezzo busto dove il sacerdote ad occhi semi chiusi legge le sue ultime volontà.
Altro ritratto del pittore è quello di Maria Guadagnini, pronipote "andata sposa nel 1904 al maestro Emilio Ameraldi e rimasta vedova nel 1922 con a carico tre figli: Emilia, Margherita, Oberto". Divenne proprietaria di tutte le opere dello zio Antonio che lasciò ai figli col desiderio che non fossero mai vendute. Infatti, il figlio Oberto, ultimo erede, con la moglie Margherita, nel 1978 redige un atto di donazione dove beneficiario è il comune di Esine. Oberto Ameraldi così scrive: "Crediamo così di aver compiuto il nostro dovere attuando concretamente la volontà dei nostri cari [...] con l'affidare alla Popolazione di Esine [...] questo complesso di opere che dovranno splendere nei decenni avvenire come una gemma nella tradizione culturale del nostro Paese."
Un augurio che sia da esempio anche per la comunità di Passirano, custode di un immenso patrimonio artistico.





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