San Lorenzo martire - 1893 - affresco cm. 280x145 - chiesa di S. Lorenzo - Manerbio (BS)

San Lorenzo martire - 1893 - affresco cm. 280x145 - chiesa di S. Lorenzo - Manerbio (BS)

San Costanzo martire - 1893 - affresco cm. 280x145 - chiesa di S. Lorenzo - Manerbio (BS)

San Costanzo martire - 1893 - affresco cm. 280x145 - chiesa di S. Lorenzo - Manerbio (BS)

San Giuseppe col Bambino martire - 1893 - affresco cm. 280x145 - chiesa di S. Lorenzo - Manerbio (BS)

San Giuseppe col Bambino martire - 1893 - affresco cm. 280x145 - chiesa di S. Lorenzo - Manerbio (BS)

Dopo sette anni di opere eseguite a cavalletto, riprende con l'affresco nella chiesa di S. Lorenzo a Manerbio. La sua fama è arrivata nella bassa della provincia. Non si hanno notizie dei tre chiaroscuri che ha qui eseguito, "di essi, neppure un cenno (come se non esistessero) nella guida 11 'Le chiese di Manerbio' a cura di L. Anelli...". Forse il professore non lo ha ritenuto degno di menzione, altri più illustri artisti hanno decorato la chiesa di Manerbio. Tra questi Giambattista Pitoni, il Moretto e il Calegari. Certamente pittori più importanti, ma questo non toglie bravura al nostro artista. Le figure dei santi, Lorenzo contrapposto a Costanzo sopra i confessionali, mentre San Giuseppe col Bambino sopra la porta laterale destra della chiesa, sono la soluzione alternativa ed efficace a vere sculture, e lui oramai vecchio artista le ha realizzate con estrema bravura dentro finte nicchie che rendono ancor più veritiere le finte statue dei santi.


Adorazione dei Magi - 1894 - affresco cm. 220x440 - chiesa di S. Maria Assunta - Cividate Camuno (BS)

Adorazione dei Magi - 1894 - affresco cm. 220x440 - chiesa di S. Maria Assunta - Cividate Camuno (BS)

L'affresco affascina il pittore di Esine. Dopo l'ennesima esperienza con le finte statue dei santi a Manerbio, ripete l'Adorazione dei Magi nella versione già collaudata di Ardesio del 1847 e di Santicolo del 1886. Dopo la notifica d'incarico ricevuta dalla fabbriceria di Cividate Camuno, "egli risponde di volersi mettere subito all'opera 'con tutto l'impegno, onde corrispondere alla fiducia dimostrata dalle esimie persone che compongono questo corpo morale...'".
Abbiamo già visto che il Guadagnini aveva ideato due versioni dell'adorazione dei Magi, la prima di Ardesio e la seconda quella realizzata a Breno nel 1854 e a Passirano nel 1878. L'impostazione è simile in entrambi le versioni con piccole differenze, il nucleo della Natività nella prima versione vede la Madonna porgere il Bambino in visione ai Magi e Giuseppe alla sua sinistra ne scruta i movimenti, mentre nell'altra lo coccola tra le braccia e Giuseppe alla sua destra volge lo sguardo al di fuori del dipinto, verso il visitatore. Altro particolare oltre al movimento dei viandanti di sfondo sulla destra della scena, è il secondo re che nella prima versione si inchina porgendo l'oro al Bambino. In entrambi le scene, i personaggi si muovono composti verso il neonato portando l'immaginario al brano biblico della natività.
Sicuramente il Guadagnini, data l'età avanzata e per la mole di lavoro, ha avuto aiuto da allievi che lo seguivano nel suo pellegrinare da una chiesa all'altra. Qui forse è il Sessa che a Arzago d'Adda viveva e che conosceva il maestro dai tempi del Carrara, oltre ad essere con la moglie in rapporto stretto d'amicizia. Giacomo Sessa, di dieci anni più giovane, aveva abbandonato questa vita tre anni prima del maestro, e la vicenda aveva coinvolto sua moglie nella vita del maestro e gli aveva consentito di ereditare tutto quel che del maestro restava. Scrive l'Ameraldi a riguardo: "...il pittore raccomandò a mio nonno Antonio Guadagnini (1850-1922), suo unico nipote maschio ed unico potenziale erede 'di non trascinare il suo nome nei tribunali' per questioni ereditarie." Alludeva alla possibilità che la moglie del Sessa pretendesse le opere del Guadagnini che c'erano nello studio di Arzago, "...un lotto foltissimo di opere [...] rimaste alla famiglia Sessa, furono rapidamente disperse...". Bozzetti, cartoni e quant'altro presero strade oramai impraticabili.
L'Adorazione dei Magi rimane uno dei capolavori dell'artista, specialmente quella di Breno del 1854, secondo il Nodari, ma anche quella di Ardesio secondo altri. La versione ultima di Cividate Camuno, rispecchia ancora a tutti gli effetti la sua capacità artistica a quasi ottant'anni.


L'Annunciazione - 1894 - affresco - santuario della Natività di Maria - Gòvine di Pisogne (BS)

L'Annunciazione - 1894 - affresco - santuario della Natività di Maria - Gòvine di Pisogne (BS)

La Visitazione - 1894 - affresco - santuario della Natività di Maria - Gòvine di Pisogne (BS)

La Visitazione - 1894 - affresco - santuario della Natività di Maria - Gòvine di Pisogne (BS)

La Nascita di Gesù - 1894 - affresco - santuario della Natività di Maria - Gòvine di Pisogne (BS)

La Nascita di Gesù - 1894 - affresco - santuario della Natività di Maria - Gòvine di Pisogne (BS)

L'Adorazione dei Magi - 1894 - affresco - santuario della Natività di Maria - Gòvine di Pisogne (BS)

L'Adorazione dei Magi - 1894 - affresco - santuario della Natività di Maria - Gòvine di Pisogne (BS)

La Presentazione al Tempio - 1894 - affresco - santuario della Natività di Maria - Gòvine di Pisogne (BS)

La Presentazione al Tempio - 1894 - affresco - santuario della Natività di Maria - Gòvine di Pisogne (BS)

La fuga in Egitto - 1894 - affresco - santuario della Natività di Maria - Gòvine di Pisogne (BS)

La fuga in Egitto - 1894 - affresco - santuario della Natività di Maria - Gòvine di Pisogne (BS)

Lo Sposalizio di Maria Vergine - 1894 - affresco - santuario della Natività di Maria - Gòvine di Pisogne (BS)

Lo Sposalizio di Maria Vergine - 1894 - affresco - santuario della Natività di Maria - Gòvine di Pisogne (BS)

Il Transito di San Giuseppe - 1894 - affresco - santuario della Natività di Maria - Gòvine di Pisogne (BS)

Il Transito di San Giuseppe - 1894 - affresco - santuario della Natività di Maria - Gòvine di Pisogne (BS)

E' nel maggio 1894 che la commissione di Gòvine è incaricata "di raccogliere fondi per l'urgente necessità di restauri al santuario sito sulla sponda del Sebino..." Il parroco don Francesco Carettoni affida "al pennello dell'illustre pittore Guadagnini la colorazione di due affreschi, che riusciti ottimamente, si ha ragione di sperare, saranno presto seguiti da altri sei, quando le offerte che a tale scopo si van raccogliendo, sieno sufficienti..." Purtroppo le preghiere del parroco non andarono a buon fine e le offerte arrivarono col contagocce. L'artista visto che i pagamenti non arrivavano puntuali, "seccato per il trattamento e deciso ad assolvere piuttosto alla garibaldina l'incarico" realizza alla ben meglio gli affreschi al punto che nell'arco di un anno finisce i lavori richiesti. Il Valzelli scrive che "vuoi per il compenso inadeguato vuoi per la mano stanca, sono lì a parlare i muri...". Comunque a lavoro finito, la chiesa cambia aspetto. Le medaglie incorniciate da stucchi dorati recano in senso orario la vita di Maria con scene tratte da altri lavori già eseguiti, ma come sempre danno gioia al fedele che in questa chiesa quotidianamente prega.


L'Annunciazione - 1894 - olio su cartone cm. 40x23 - coll. privata

L'Annunciazione - 1894 - olio su cartone cm. 40x23 - coll. privata

La Visitazione - 1894 - olio su cartone cm. 43,5x31,5 - coll. privata

La Visitazione - 1894 - olio su cartone cm. 43,5x31,5 - coll. privata

La Nascita di Gesù - 1894 - olio su cartone cm. 41x29 - coll. privata

La Nascita di Gesù - 1894 - olio su cartone cm. 41x29 - coll. privata

La Presentazione al Tempio - 1894 - olio su cartone cm. 41x28,5 - coll. privata

La Presentazione al Tempio - 1894 - olio su cartone cm. 41x28,5 - coll. privata

La fuga in Egitto - 1894 - olio su cartone cm. 40,5x30 - coll. privata

La fuga in Egitto - 1894 - olio su cartone cm. 40,5x30 - coll. privata

L'Assunzione - 1894 - olio su tela cm. 52x27 - coll. privata

L'Assunzione - 1894 - olio su tela cm. 52x27 - coll. privata

Cronologicamente stabiliti dal Valzelli nell'anno di Gòvine i bozzetti per le medaglie. Nel bozzetto della Natività possiamo vedere come l'artista riportava la sua idea ad affresco. La quadrettatura ben definita ne stabiliva le proporzioni che sarebbero state riportate nella proporzione desiderata sull'intonaco. Le figure si concretizzavano con facilità e l'artista le poteva riprendere coi colori. La tecnica della quadrettatura è molto antica, veniva usata anche nella prospettiva quando gli artisti nel XV secolo iniziarono a considerare importante rendere reale l'architettura che ambientava la scena. Abbiamo numerosi esempi di disegni suddivisi da una quadrettatura che successivamente si trasformano in affreschi o dipinti perfettamente proporzionali.
Antonio Guadagnini, all'Accademia Carrara, aveva appreso questa tecnica che lo avrebbe aiutato in tantissime sue opere ad affresco. Tuttora la quadrettatura viene insegnata a scuola.


Padreterno - 1895 - affresco - chiesa dei SS. Pietro e Paolo - Monno (BS)

Padreterno - 1895 - affresco - chiesa dei SS. Pietro e Paolo - Monno (BS)

Padreterno - 1895 - olio su cartone cm. 42x44 - coll. privata

Padreterno - 1895 - olio su cartone cm. 42x44 - coll. privata

Angeli turibolanti - 1895 - carboncino su cartone cm. 86x200 - coll. privata

Angeli turibolanti - 1895 - carboncino su cartone cm. 86x200 - coll. privata

A Monno nel 1895 realizza affreschi che riflettono la sua stanchezza accumulata in tanti anni sui ponteggi. "Lo si desume, oltre che dalla iconografia iterata, da certa legnosità delle figure e da un arido impastarsi della materia coloristica, qui peraltro guastata da malaccorti restauri, come sembra sia avvenuto a Urago d'Oglio, altro momento - seppure in anticipo di un ventennio di svigorita applicazione", scrive il Valzelli. Realizza il Padreterno con "angeli turibolanti". L'annunciazione nell'abside sullo stile di quella di Averana e Rovato e nei pennacchi gli Evangelisti sulla falsariga di quelli di Poscante e di Curnasco.
Per Antonio Guadagnini rimaneva comunque la soddisfazione di poter vedere i propri lavori tra i grandi artisti che nei secoli hanno abbellito le chiese. A Monno, Paolo Corbellini nel settecento aveva affrescato e firmato la cappella di sinistra, e di probabile esecuzione di Palma il Giovane la Madonna col Bambino. Del Paglia è l'ex voto dei 'Quattro offerenti'.





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